A Pomezia debutta la truffa del guano di piccione, vittima una donna che si è accorta del raggiro solo a casa

A Pomezia debutta la truffa del piccione, la vittima descrive un sommario identikit del malvivente

A Pomezia debutta la truffa del guano di piccione. Vittima una donna che si è accorta di essere stata vittima di un raggiro solo una volta arrivata a casa.

A Pomezia debutta la truffa del piccione, la vittima descrive un sommario identikit del malvivente

Tutto è iniziato quando la protagonista del racconto era appena uscita dal supermercato Sigma di via Ovidio e si stava dirigendo verso via Confalonieri transitando per via Pier Crescenzi.

A un certo punto la donna ha sentito di essere stata raggiunta su una mano da una sostanza semiliquida e gelatinosa di colore verdastro, molto simile alle deiezioni dei volatili. A quel punto ha alzato lo sguardo per capire se si fosse trattato di qualcosa di piovuto dall’alto, magari dai vasi esposti su un davanzale o su un terrazzino.

Effetto sorpresa

Mentre ragionava tra sé e sé la signora ha sentito sopraggiungere dietro di sé una persona di sesso maschile con dei fazzoletti in mano che l’ha avvisata a di essere stato colpito a sua volta dalle feci dei piccioni e si è offerto con modi molto gentili e garbati di aiutarla a pulirsi.

Nonostante l’invito fosse stato declinato senza esitazioni la scena ha continuato a svolgersi in movimento perché lo sconosciuto, insistendo, ha aggiunto “guardi che dietro è tutta sporca anche la maglietta vicino ai capelli, aspetti, aspetti che le do una mano”.

La brutta sorpresa

Con un gesto fulmineo l’uomo che indossava un cappellino, una maglietta rossa e bermuda, ha sfilato la catenina che la vittima portava al collo ma senza che avesse la possibilità di accorgersene in alcun modo.

Arrivata a casa la donna, credendo di essersi sporcata di guano, si è immediatamente sfilata la maglietta e solo dopo averla ripulita facilmente forse da macchie di detersivo liquido e in gel ha capito che tutta la pantomima era stata architettata per derubarla.

L’identikit

Pur mantenendo il riserbo a tutela della propria privacy, la donna lancia un appello a tutti i cittadini che vivono nella zona di Pomezia dove i fatti si sono verificati avvisando che l’ha persona che l’ha truffata potrebbe essere di origini asiatiche per i suoi occhi a mandorla, le labbra carnose e la pelle scura.