Trovato senza vita il giovane sfregiato con l’acido dalla sua ex a Pomezia, in corso indagini sulle cause

Trovato senza vita il giovane sfregiato con l’acido dalla sua ex a Pomezia arrestata dai carabinieri e sottoposta al divieto di avvicinamento

E’ stato trovato senza vita nella sua abitazione di Roma il giovane che il 9 luglio scorso era stato sfregiato con l’acido dalla sua ex, una 29enne già nota alle forze dell’ordine per precedenti penali afferenti al reato di ricettazione.

Trovato senza vita il giovane sfregiato con l’acido dalla sua ex a Pomezia arrestata dai carabinieri e sottoposta al divieto di avvicinamento

La vittima dell’aggressione, avvenuta dopo una lite scoppiata sul pianerottolo di casa in piazzale Aldo Moro nel comune pometino, è stato rinvenuto privo di vita, per cause ancora in corso di accertamento, nella notte tra venerdì 31 luglio e ieri, sabato 1° agosto.

I soccorsi scattati erano scattati immediatamente. Il ragazzo. investito  dal lancio del liquido corrosivo disostruente era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Eugenio di Roma e poi ricoverato in codice rosso nel Reparto Ustionati per le gravi lesioni di secondo e terzo grado riportate sul viso e sul corpo.

Indagini

Le indagini, condotte dall’Arma dei carabinieri, si erano concentrate sin dall’inizio sulla ricerca della sostanza impiegata per procurare le terribili  ferite. Sotto il vano cucina era stata trovata una bottiglia di acido professionale, la stessa molto probabilmente utilizzata dalla donna per sfregiare il compagno.

L’uomo, dopo le prime cure aveva scelto di uscire dall’ospedale, rifiutandosi di sottoporsi alle ulteriori operazioni chirurgiche già programmate per la ricostruzione dei tessuti danneggiati.

Misure cautelari

Nella mattinata del 13 luglio, il GIP del Tribunale di Velletri aveva convalidato l’arresto della 29enne, gravemente indiziata del reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

Nei confronti dell’indagata il magistrato aveva, inoltre, disposto l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa con l’obbligo di tenersi alla distanza di almeno un chilometro dalla dimora e dai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima.

La notizia della morte è stata come un fulmine a ciel sereno per tutti coloro che conoscevano il giovane. Saranno gli inquirenti a stabilire, anche sulla base dell’esame autoptico disposto dal magistrato, l’eventuale sussistenza di un nesso casualità tra le ferite riportate durante l’aggressione e il decesso.

In quest’ultimo caso, apparentemente poco probabile, il capo di imputazione dell’ex compagna si trasformerebbe automaticamente nell’accusa di omicidio volontario.

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E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona fermata, denunciata, indagata, o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.