Blitz dalla Procura sul fenomeno ‘maranza’, 4 fermi e l’allarme: “Raduni al Colosseo per dividersi le piazze”  

Caccia ai maranza nella movida romana: la Procura ricostruisce le mosse delle bande tra i vicoli del centro

Prima il punto di ritrovo nell’ombra del Colosseo, poi la divisione in piccoli gruppi per setacciare le vie della movida. È il piano d’azione ricostruito dalla Procura di Roma, in un decreto che analizza le modalità operative di chi prende di mira i turisti nel cuore della Capitale.

Caccia ai maranza nella movida romana: la Procura ricostruisce le mosse delle bande tra i vicoli del centro

Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti ed emersa dalle carte della Procura capitolina, la strategia utilizzata dai gruppi segue uno schema fisso e ben studiato. Dopo essersi radunati nella zona del Colosseo, i componenti si separano dirigendosi simultaneamente verso i punti più frequentati della città: Trastevere, Campo de’ Fiori, l’area del Pantheon e Torre Argentina.

L’obiettivo dichiarato nelle carte giudiziarie è quello di mettere a segno più colpi nella stessa notte, muovendosi in rapida successione tra i vicoli affollati. A finire nel mirino sono principalmente i turisti mentre escono da ristoranti e locali, aggrediti per sottrarre collane d’oro, monili preziosi e smartphone di ultima generazione.

L’indagine e i fermi di luglio

L’attività investigativa dei magistrati, è culminata con l’emissione di un provvedimento di fermo nei confronti di quattro giovani di origine egiziana, ritenuti responsabili di una serie di colpi messi a segno nel centro storico tra il 12 e il 16 luglio.

Tuttavia, le analisi contenute nel decreto vanno oltre i singoli episodi contestati agli indagati, delineando un quadro più ampio su furti con strappo e rapine. I PM sottolineano come queste condotte predatorie si siano insediate nel tessuto del centro storico, evidenziando una modalità di azione organizzata per battere contemporaneamente le strade più calde dei quartieri.

La sfida alle forze dell’ordine nelle carte dei PM

Un altro elemento centrale evidenziato nei documenti della Procura riguarda la gestione dei controlli e l’atteggiamento tenuto durante gli interventi. Gli inquirenti segnalano una postura apertamente oppositiva nei confronti delle forze dell’ordine durante le attività di contrasto sul territorio.

Nel testo del decreto, i magistrati fanno persino riferimento alla definizione formale del fenomeno, per descrivere gruppi dediti ad aggressioni, scippi, rapine e estorsioni che cercano deliberatamente lo scontro con le pattuglie della polizia.

Le decisioni della Procura

Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno intanto portato al blocco dei quattro sospettati, nell’ambito di un’azione mirata a frenare le incursioni notturne nelle aree a maggior concentrazione turistica.

Si precisa che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari. Nei confronti di tutti i soggetti sottoposti a indagine o a provvedimento di fermo vige il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino all’eventuale accertamento definitivo della responsabilità con sentenza irrevocabile.

L’esplosione dei tafferugli e l’accerchiamento alle pattuglie

Tra i precedenti più gravi, quello che è scattato il primo luglio in Largo Gaetana Agnesi, sopra il Colosseo. Una cinquantina di giovani, in stato di alterazione alcolica, ha acceso batterie di fuochi d’artificio per un compleanno, provocando l’intervento delle forze dell’ordine.

Durante i controlli, il gruppo si è scagliato con violenza contro le auto della Polizia Locale, accerchiandole tra la folla di turisti increduli. In mezzo al caos, un agente in borghese ha dovuto fare retromarcia per mettere in sicurezza il mezzo, mentre sul posto arrivavano i rinforzi.

Due agenti feriti e l’ombra della “danza dei coltelli”

I disordini della terrazza si sono conclusi con tre fermi, una vettura di servizio danneggiata e due agenti del I Gruppo Centro Storico finiti in ospedale. Quel piazzale è da anni punto di ritrovo per gruppi di giovanissimi, spesso ospiti di case famiglia, già noti per furti, aggressioni e per la cosiddetta “danza dei coltelli” mostrata nei video social. L’episodio ha scatenato la dura reazione del sindacato Sulpl, che ha denunciato le carenze di tutele per i vigili urbani, lasciati in prima linea a gestire l’ordine pubblico.