Evento storico destinato a celebrare il 93mo anniversario della Trasvolata atlantica avvenuta durante il Ventennio, oppure manifestazione mascherata e proposta per meri scopi elettorali dai sostenitori dei partiti di destra per non dire da nostalgici del fascismo?
La comunità dell’Idroscalo prende le distanze dalla celebrazione dell’impresa di Italo Balbo e polemizza anche con il presidente del X Municipio, Mario Falconi
Per le esponenti della Comunità Foce del Tevere, formata da donne del posto, si tratterebbe di un’operazione di maquillage da hanno deciso di prendere nettamente le distanze in nome dell’antifascismo. Con una particolarità, che sulla locandina circolata a scopo promozionale c’è il logo del X Municipio notoriamente a trazione di centrosinistra.
L’impresa al centro delle celebrazioni
Sta di fatto che gli idrovolanti Siai Marchetti guidati dal Triumviro Italo Balbo, il 12 agosto del 1933, fecero ritorno dagli Stati Uniti dopo aver percorso 20mila chilometri. Portarono così a conclusione un’impresa leggendaria per un’epoca in cui l’alluminio dei jet di linea era sostituito da assi di legno, teli, chiodi e colla e i rifornimenti di facevano in volo alimentando i serbatoi dei motori con le taniche di benzina stipate a bordo.
Ma per Franca Vannini, portavoce della Comunità foce Del Tevere, lasciare che si tenga in piazza un parterre di interventi destinato a celebrare i fasti di un’epoca ripudiata dalla Carta fondamentale dello Stato è un’iniziativa da bocciare senza tentennamenti perché, come scrive in una nota, “siamo donne da sempre di sinistra e antifascista e portiamo alti i nostri valori”.
Valori che presuppongono comunque la libertà di pensiero, ma in privato, perché “ognuno a casa propria può sostenere il partito che vuole” ma non deve essere consentito di “usare luoghi pubblici” per far passare eventi di cui “non abbiamo bisogno e che non ci rappresentano”.
Il programma della cerimonia
La cerimonia si aprirà alle 10.45 con i saluti iniziali del presidente dell’Associazioni Tor San Michele Ostium ed è incentrata su aspetti corali come la benedizione e la deposizione della corona d’alloro alla memoria oltre che l’esecuzione dell’inno nazionale da parte della Banda dell’esercito italiano.
Grande spazio alle presenze e agli interventi istituzionali e poco spazio alla rievocazione prettamente storica dell’impresa compiuta dai piloti della Regia aeronautica.
Tra le autorità presenti all’evento è indicata anche Rachele Mussolini, la nipote 52enne del Duce figlia del quartogenito di Benito, quel Romano Mussolini che si tenne lontano dalla politica attiva e scelse di percorrere la carriera di pianista jazz.
La presa di distanza della Comunità Foce del Tevere dalla commemorazione non la riguarda in prima persona, ma è chiaro che le sue ascendenze familiari potrebbero aver accentuato, in modo indiretto, la pubblicazione del duro comunicato di protesta.
Va naturalmente sottolineato il fatto che la giovane Rachele (lo stesso nome della nonna) -eletta nel consiglio comunale di Roma nel 2016 con Fratelli d’Italia è poi passata a Forza Italia- a prescindere dalle sue idee e dalle sue ascendenze familiari, deve poter esercitare con pieno diritto il suo mandato istituzionale.
Il presidente del Municipio nel mirino
La critica delle donne dell’Idroscalo punta a stigmatizzare, semmai, l’atteggiamento e il ruolo del X Municipio e, in particolare il suo presidente, Mario Falconi.
Il massimo esponente del parlamentino locale avrebbe sì declinato l’invito a presenziare alla cerimonia, dopo che gli organizzatori avevano diffuso una locandina diversa da quella sottoposta al suo patrocinio, ma per Franca Vannini “non ha preso, con un comunicato stampa, le dovute distanze da questa iniziativa”.
Falconi, a differenza di Europa Verde e di Marco Possanzini, di Sinistra Italiana dichiaratisi apertamente contrari, avrebbe lasciato “che il logo del X Municipio restasse lì” trasformandolo in un “insulto -conclude la nota- rivolto tutti gli antifascisti di questo Municipio”.




















