Morte di Andree Mart sulla Tangenziale: perizia svela i dettagli dell’incidente e scagiona l’amica

Cade l'accusa di omicidio stradale per l'amica di Andree Mart che si trovava nell'auto. Il legale della giovane: "Chiusa la triste vicenda, ma nulla potrà restituire completamente la serenità alla mia assistita"

Nella foto la giovane vittima Andree Mart

Il gip di Roma ha ufficialmente archiviato l’inchiesta sulla tragica morte della 23enne Andreea Mart, avvenuta sulla Tangenziale Est. La perizia tecnica svela i dettagli dell’incidente mortale, che scagionano l’amica coetanea sopravvissuta al tragico impatto, che era stata iscritta nel registro degli indagati.

Cade l’accusa di omicidio stradale per l’amica di Andree Mart che si trovava nell’auto. Il legale della giovane: “Chiusa la triste vicenda, ma nulla potrà restituire completamente la serenità alla mia assistita”

La vicenda giudiziaria legata al drammatico incidente stradale consumatosi sulla Circonvallazione Est di Roma si è definitivamente conclusa con un provvedimento di archiviazione. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, ha infatti accolto e condiviso la richiesta formulata dal pubblico ministero Andrea D’Angeli, mandando definitivamente in archivio il fascicolo d’indagine.

La svolta decisiva che ha permesso di fare piena luce sul caso, è giunta dagli esiti della consulenza tecnica disposta dalla Procura di Roma. La perizia, affidata a un ingegnere specializzato per ricostruire con esattezza la dinamica del sinistro, ha stabilito che al volante della vettura si trovava proprio Andreea Mart.

Secondo gli accertamenti, la giovane promoter viaggiava a una velocità stimata di oltre 200 km orari, una andatura definita folle dagli inquirenti in un tratto di strada urbano regolato da un limite massimo di velocità di soli 50 chilometri orari. Tali risultanze hanno escluso qualsiasi responsabilità penale a carico dell’altra ragazza che si trovava a bordo dell’auto, scagionandola dall’accusa di omicidio stradale.

Il tragico schianto

Il dramma si era consumato nella notte di giovedì 13 febbraio dello scorso anno, intorno alle ore 4:30 del mattino, lungo la Tangenziale Est di Roma all’altezza di via Nomentana. La vettura, una Audi a bordo della quale viaggiavano le due amiche 23enni, è stata protagonista di una spaventosa carambola che non ha visto il coinvolgimento di nessun altro veicolo sulla carreggiata.

L’auto si era scontrata con estrema violenza, prima contro un pilone della struttura stradale e successivamente contro il guardrail, ribaltandosi più volte.

I primi rilievi effettuati dagli agenti della Polizia Locale del Gruppo Sapienza di Roma Capitale, avevano evidenziato una situazione estremamente complessa. Andreea Mart era rimasta intrappolata all’interno delle lamiere contorte dell’abitacolo, mentre l’altra ragazza era stata sbalzata fuori dal veicolo a seguito dei ripetuti impatti.

Entrambe le giovani erano state soccorse dal personale sanitario del 118 e trasportate d’urgenza in codice rosso presso il Policlinico Umberto I e l’ospedale San Giovanni. Per Andreea Mart, studentessa iscritta all’università “La Sapienza” e nota per la sua attività di promoter e addetta alle pubbliche relazioni nei locali di Ponte Milvio e della movida romana, le gravissime lesioni riportate si sono rivelate fatali.

La giovane passeggera sopravvissuta, invece, è rimasta a lungo ricoverata in terapia intensiva e sottoposta a un delicato intervento chirurgico prima di poter dichiarare la propria estraneità alla conduzione del veicolo.

La fine di un lungo calvario emotivo e giudiziario per la 23enne sopravvissuta

La conclusione del procedimento penale rappresenta la fine di un lungo calvario emotivo e giudiziario per la ventitreenne sopravvissuta allo schianto, la quale era stata inizialmente iscritta nel registro degli indagati in attesa di comprendere chi guidasse l’Audi.

Il suo difensore, l’avvocato Emanuele Fierimonte, che ha seguito da vicino tutte le fasi dell’inchiesta nominando anche un perito di parte durante l’accertamento tecnico, ha espresso profondo sollievo per la decisione assunta dal tribunale capitolino.

Il legale ha voluto sottolineare il dolore vissuto dalla propria assistita per la perdita di un affetto così caro, unito al peso del coinvolgimento nell’inchiesta. L’avvocato Emanuele Fierimonte ha dichiarato: “Finalmente si è chiusa questa triste vicenda, anche se nulla e nessuno potranno restituire completamente la serenità alla mia assistita. Perdere un’amica d’infanzia non può essere facile. Ora ciò che conta è guardare avanti, la giustizia ha fatto il suo corso e noi siamo soddisfatti di aver partecipato alla ricostruzione della verità dei fatti”.