Smantellata la “banda del buco”: rubavano nei negozi a Roma e rivendevano a metà prezzo con catalogo online

Sei arresti tra Roma e provincia. Colpi per 200mila euro e i selfie per festeggiare: ecco come funzionava il business della "banda del buco"

L'hotel Cinecittà sotto sigilli dopo lo sgombero

La base logistica ed operativa all’interno dell’ex “Hotel Cinecittà”, le chat di messaggistica istantanea usate come ricetrasmittenti per coordinarsi in tempo reale e un vero e proprio catalogo digitale per piazzare la merce sul mercato nero. C’era un’organizzazione strutturata quasi come un’azienda dietro la “banda del buco” smantellata a Roma dai Carabinieri della Compagnia Roma Casilina, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dai pm del dipartimento criminalità grave e diffusa.

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I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di sei cittadini sudamericani (tra cui una donna): quattro sono finiti in carcere, mentre per altri due è scattato l’obbligo di presentazione in caserma.

Le accuse, a vario titolo, riguardano una raffica di furti messi a segno in abitazioni ed esercizi commerciali in tutta Italia.

Lo smartphone sequestrato che ha tradito il gruppo

L’intera indagine è nata quasi per caso, in seguito all’arresto in flagranza di uno dei componenti della banda per resistenza a pubblico ufficiale.

È stata l’analisi forense dello smartphone sequestrato all’uomo a tradire l’organizzazione: all’interno del dispositivo, i Carabinieri hanno trovato messaggi, foto e riscontri che hanno permesso di ricostruire l’intera struttura criminale.

Disposto lo sgombero dell'hotel Cinecittà base di famiglie e bande sudamericane
Lo sgombero in corso all’hotel Cinecittà

Tutti gli indagati vivevano all’interno dell’ex albergo di Cinecittà, una struttura per lungo tempo occupata abusivamente. Da quel quartier generale partivano i colpi: gli investigatori hanno accertato almeno 13 episodi di furto in abitazioni, grandi catene commerciali e negozi di telefonia.

Il bottino complessivo è enorme: oltre 200.000 euro di merce sottratta in un brevissimo lasso di tempo a Roma ma anche nel resto della penisola.

Il modus operandi: la tecnica del foro e il “catalogo” dello scippo

Il gruppo agiva secondo uno schema sofisticato e ben collaudato, che ricalcava le dinamiche di un vero e proprio e-commerce illegale.

 La banda entrava in azione di notte, introducendosi nei negozi prescelti o nei grandi centri commerciali dopo aver praticato un foro nei muri dei locali adiacenti con la “tecnica del buco”.

Le chat-ricetrasmittenti. Durante i colpi, i complici comunicavano scambiandosi continui messaggi vocali su una piattaforma di messaggistica, utilizzata come una vera e propria radio per gestire pali e movimenti.

Una volta conclusa l’azione, la refurtiva veniva fotografata per creare un catalogo digitale. I beni venivano poi proposti sul mercato nero esattamente alla metà del prezzo ufficiale di listino.

La scaltrezza della banda 

Nell’ordinanza, il gip Tiziana Coccoluto evidenzia come gli indagati siano particolarmente dediti alla realizzazione di reati predatori quale fonte del proprio sostentamento. Il gruppo ha mostrato una “specifica scaltrezza”, portando a termine 12 furti tra esercizi commerciali e appartamenti nel giro di un mese e mezzo, dall’11 agosto al 29 settembre di due anni fa, muovendosi con attrezzi idonei a scassinare casseforti e forzando porte o finestre.

I selfie celebrativi e la caccia all’uomo dopo lo sgombero

A tradire la banda, oltre ai passaggi falsi digitali, è stata anche una forte dose di spavalderia. I membri del gruppo erano soliti documentare le proprie azioni criminali con foto e filmati autocelebrativi, condivisi nelle chat interne per esaltare il successo dei colpi. Per spostarsi in tutta Italia e raggiungere gli obiettivi, l’organizzazione utilizzava inoltre documenti d’identità contraffatti, utili a noleggiare i veicoli necessari per i sopralluoghi e per le fughe.

Dopo il recente sgombero dell’ex hotel Cinecittà, i componenti della banda si erano resi momentaneamente irreperibili, disperdendosi sul territorio. Un tentativo di far perdere le proprie tracce che si è rivelato inutile: le attività di localizzazione e osservazione avviate dai Carabinieri della Compagnia Roma-Casilina hanno permesso di rintracciarli e stringere le manette ai loro polsi.