Tevere e Aniene: via al secondo battello Pelikan della rete che ha già rimosso 139 tonnellate di rifiuti (FOTO e VIDEO)

Il nuovo battello Pelikan full electric, completa l'infrastruttura stabile per la rimozione dei rifiuti tra Tevere e Aniene e monitora anche la qualità dell'acqua

La Regione Lazio completa la rete operativa per la pulizia del Tevere e dell’Aniene con l’ingresso della seconda imbarcazione Pelikan Eco 23 a propulsione elettrica. Il Pelikan System diventa così un’infrastruttura permanente integrata, capace di monitorare i corsi d’acqua e raccogliere i rifiuti prima che raggiungano il mare.

Il nuovo battello Pelikan full electric, completa l’infrastruttura stabile per la rimozione dei rifiuti tra Tevere e Aniene e monitora anche la qualità dell’acqua

Il bacino idrografico di Roma cambia volto grazie a un modello strutturato di gestione integrata dei rifiuti fluviali. Con il varo della seconda unità navale presso la sede del Circolo Canottieri Aniene, la Regione Lazio ha trasformato una fase sperimentale in una vera e propria infrastruttura ambientale permanente.

L’obiettivo primario di questa tecnologia è affrontare il problema dell’inquinamento non più attraverso interventi sporadici ed episodici, ma mediante un’azione continua e coordinata. Il Tevere e l’Aniene vengono così trattati come infrastrutture strategiche da tutelare, intercettando la plastica e i detriti lungo il loro percorso.

Questo approccio multilivello impedisce ai rifiuti di raggiungere il Mar Tirreno, proteggendo l’ecosistema marino e costiero. Il sistema, è un modello all’avanguardia che unisce la prevenzione attiva alla raccolta meccanica e all’analisi scientifica dello stato di salute dei fiumi romani.

I vantaggi concreti e il funzionamento della rete fissa

I vantaggi di questa soluzione risiedono nella sua doppia natura, che combina elementi fissi e unità mobili. Il primo livello di difesa è costituito da tre barriere fluviali posizionate in nodi idrografici strategici: a via Nomentana sull’Aniene, a Fiumicino sul Tevere e a Capo Due Rami nei pressi di Ostia Antica.

Queste strutture passive lavorano in totale armonia con la dinamica naturale del corso d’acqua. Esse trattengono in modo continuo i grandi volumi di materiale trasportati dalla corrente, come rami, tronchi, vegetazione e rifiuti ingombranti, soprattutto durante le piene.

Un vantaggio fondamentale di queste barriere, è che non interferiscono con il regime idraulico dei fiumi e non ostacolano in alcun modo la navigazione, garantendo la sicurezza fluviale e l’operatività del bacino senza impatti negativi.

Le unità navali e l’evoluzione tecnologica dei laboratori galleggianti

Il secondo livello del sistema è dinamico e si basa su due unità navali Pelikan Eco 23. Questi mezzi rappresentano un’evoluzione rispetto ai tradizionali battelli da raccolta, poiché operano come veri e propri laboratori galleggianti. L’introduzione della seconda unità segna un passaggio tecnologico cruciale verso la propulsione completamente elettrica. La tecnologia full electric azzera l’impatto ambientale delle operazioni, rendendo il servizio coerente con gli obiettivi di sostenibilità.

Le imbarcazioni non si limitano a raccogliere i rifiuti galleggianti nelle aree urbane o nei tratti non protetti dalle barriere fisiche, ma esplorano anse e sponde vegetate. Grazie all’uso di droni aerei, l’equipaggio individua gli accumuli dall’alto, mentre i sistemi sottomarini ROV ispezionano i fondali.

Le sonde multiparametriche a bordo consentono inoltre di misurare in tempo reale l’ossigenazione, la torbidità, la temperatura e la conducibilità dell’acqua.

I tempi del servizio e la divisione del territorio urbano

Il Pelikan System garantisce benefici costanti grazie a una programmazione stabile dei tempi di lavoro. Le imbarcazioni effettuano tre uscite settimanali, concentrate nella fascia mattutina, per una durata di circa sei ore operative per ogni turno.

A bordo di ciascuna unità lavorano due operatori specializzati, ovvero un comandante e un marittimo. Con l’arrivo del secondo battello, la copertura del Tevere urbano è stata divisa in due assi complementari. La prima unità presidia il centro storico di Roma, operando nel tratto compreso tra Ponte Milvio e l’Isola Tiberina. La seconda imbarcazione si concentra invece nell’area settentrionale tra Ponte Milvio e Castel Giubileo, sorvegliando con attenzione la delicata confluenza tra il Tevere e l’Aniene.

I risultati operativi e i benefici futuri per la comunità

L’efficacia e la produttività del sistema sono certificate dai dati raccolti in poco più di un anno. Dall’avvio ufficiale delle attività, avvenuto il 14 aprile 2025, fino al 30 giugno 2026, l’azione combinata delle tre barriere e della prima imbarcazione ha permesso di recuperare oltre 139mila kg di rifiuti.

Tra i materiali sottratti all’ambiente si contano plastiche disperse, tronchi e pericolosi rifiuti ingombranti come bombole ed elettrodomestici. Il beneficio per la collettività è immediato: i cittadini e gli atleti che frequentano i fiumi godono di corsi d’acqua più puliti e sicuri, mentre la drastica riduzione della plastica in mare tutela la biodiversità e le spiagge del litorale laziale.

Le parole dell’assessore

L’importanza strategica di questa infrastruttura è stata evidenziata da Fabrizio Ghera, assessore al Demanio e Tutela del Territorio della Regione Lazio:

«Con l’ingresso in servizio della seconda unità Pelikan Eco 23 andiamo ad integrare il lavoro svolto dalle barriere raccogli plastica installate dalla Regione Lazio e quelle posizionate dall’Autorità di Bacino, con l’obiettivo non solo di intercettare e rimuovere i rifiuti galleggianti, ma anche di raccogliere dati fondamentali per prevenire l’inquinamento, educare le comunità e sviluppare politiche ambientali efficaci».