Anziano massacrato in casa alle porte di Roma, c’è un fermo: tradito da un vestito sporco di sangue

A salvare la giovane i carabinieri

Anziano massacrato in casa a Sant’Angelo Romano, la caccia all’aggressore è finita in un casolare isolato, in aperta campagna, non lontano da dove si era consumato l’orrore. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Tivoli hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 33enne del posto, già noto alle forze dell’ordine e affetto da disturbi psichici.

Il dramma a Sant’Angelo Romano: l’anziano è ricoverato in prognosi riservata al Policlinico Umberto I. A tradire l’aggressore un vestito intriso di sangue

Le accuse nei suoi confronti sono pesantissime: tentato omicidio e tentata rapina, nella forma pluriaggravata. Nella mattinata di lunedì, il Giudice ha convalidato il provvedimento precautelare, disponendo il trasferimento dell’uomo presso la Casa Circondariale di Roma Regina Coeli.

La svolta nelle indagini: l’abito sporco di sangue

Il fermo è il risultato di una intuizione investigativa dei militari dell’Arma. Dopo l’aggressione, il 33enne — che in passato aveva già manifestato comportamenti violenti in famiglia e in paese — aveva fatto perdere le proprie tracce. Conosceva la vittima e la sua abitazione.

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Ambulanza diretta all’ospedale di Tivoli. Foto Canaledieci

A incastrarlo sono stati tre elementi chiave raccolti dagli investigatori con il supporto del Nucleo Investigativo di Frascati: le testimonianze delle persone informate sui fatti; un capo di abbigliamento intriso di sangue, dimenticato dal fermato proprio sulla scena del crimine e i segni sul corpo del 33enne, graffi e lesioni inequivocabilmente riconducibili a una violenta colluttazione con la vittima che ha provato a difendersi.

La ricostruzione: la scoperta della figlia e la casa a soqquadro

Il dramma si è consumato nella tarda mattinata di giovedì in un’abitazione di campagna ai piedi di Sant’Angelo Romano. A fare la tragica scoperta nel primo pomeriggio è stata la figlia della vittima, un pensionato di 66 anni, ex piccolo imprenditore edile che vive da solo da qualche anno.

La donna, entrando in casa, ha trovato il padre riverso a terra, ridotto a una maschera di sangue, in mezzo alle stanze completamente a soqquadro. Inizialmente si era pensato a un drammatico incidente domestico, ma l’arrivo dei sanitari del 118 ha subito spazzato via ogni dubbio: i traumi erano del tutto incompatibili con una caduta.

Il pensionato ha riportato numerosi traumi al volto, diverse fratture alle costole e una profonda ferita alla testa, provocata da un corpo contundente scagliato con violenza.

L’uomo – era il pomeriggio del 25 giugno – pur cosciente all’arrivo dei soccorsi, è stato trasportato d’urgenza prima all’ospedale di Tivoli e poi trasferito al Policlinico Umberto I di Roma, dove si trova tuttora ricoverato in prognosi riservata. Non sarebbe, al momento, in pericolo di vita.

La dinamica del colpo finito nel sangue

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, l’aggressore avrebbe scavalcato la recinzione della proprietà convinto che la casa fosse vuota. Sorpreso dal proprietario mentre rovistava in ogni stanza alla ricerca di denaro o oggetti di valore, l’uomo ha reagito con una violenza inaudita per assicurarsi la fuga.

Sul pavimento, vicino al corpo del pensionato, i militari hanno trovato una manciata di monetine sparse.

Il cellulare e gli effetti personali della vittima non sono stati toccati, e al momento non risulta che sia stato portato via nulla di valore.

I rilievi scientifici sui campioni biologici e sulle impronte, uniti alle prove schiaccianti trovate sul corpo del 33enne, hanno permesso di chiudere il cerchio in meno di quarantott’ore.