Un’aggressione brutale, consumata in pieno giorno e nel silenzio delle campagne della provincia di Roma. È un vero e proprio giallo quello che si sta delineando nelle ultime ore tra Sant’Angelo Romano e Montecelio, dove un 66enne – ex piccolo imprenditore edile oggi in pensione – è stato pestato a sangue all’interno della propria abitazione.
Il 66enne ha riportato fratture multiple al volto e alle costole. A lanciare l’allarme la figlia
Il dramma si è consumato nel primo pomeriggio di ieri, giovedì 25 giugno. Secondo le prime ricostruzioni, l’anziano sarebbe stato sorpreso e aggredito con inaudita ferocia, un bacio della violenza che lo ha ridotto in fin di vita.
Trasportato d’urgenza in ospedale, l’uomo si trova ora ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Umberto I di Roma, dove i medici mantengono la prognosi riservata a causa delle gravissime fratture riportate al volto e al torace. Sul caso indagano i carabinieri.
La scoperta della figlia e i soccorsi
A dare l’allarme al 112 è stata la figlia dell’uomo che, al suo rientro nell’abitazione tra le campagne ai piedi del piccolo borgo, si è trovata davanti a una scena drammatica. Il padre era a terra, vigile ma con il volto ridotto a una maschera di sangue.

I sanitari del 118, intervenuti d’urgenza, hanno trasportato il 66enne inizialmente all’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli. Lì i medici hanno riscontrato un quadro clinico estremamente complesso: fratture multiple al volto, al setto nasale, agli zigomi, alle mascelle, alla mandibola e diverse costole rotte.
Data la gravità delle lesioni, i medici hanno optato per l’intubazione e il trasferimento d’urgenza all’Umberto I di Roma. Fortunatamente, seppur in condizioni critiche, l’uomo non sembrerebbe in pericolo di vita.
Le due piste: tentata rapina o spedizione punitiva
Sul caso indagano a tutto campo i carabinieri della Compagnia di Tivoli, coordinati dalla Procura. Ai primi soccorritori la vittima è riuscita a sussurrare poche, drammatiche parole: “Sono stati i ladri, li ho sorpresi in casa”.
Secondo il racconto del pensionato, i malviventi, vistisi scoperti all’interno della villa, avrebbero infierito su di lui con calci e pugni senza alcuna pietà. Tuttavia, gli inquirenti non escludono alcuna pista. Sebbene la dinamica del furto degenerato in rapina rimanga quella principale, c’è un dettaglio che non convince del tutto le forze dell’ordine: dall’abitazione non sembrerebbe essere stato portato via nulla.
Per questo motivo, gli investigatori stanno valutando con attenzione anche una seconda ipotesi: quella di una spedizione punitiva pianificata per motivi ancora da chiarire.
Gli elementi al vaglio degli inquirenti
Nelle prossime ore le indagini si concentreranno anche sul cellulare della vittima: l’apparecchio potrebbe essere sequestrato a breve per analizzare gli ultimi contatti, i messaggi e i tabulati telefonici del 66enne, alla ricerca di eventuali minacce o appuntamenti insoliti.


















