Ritardi nella presentazione del progetto definitivo, crolli ed esposti in procura depositati dai comitati civici. E’ la fotografia della situazione in cui versano gli ex Mercati Generali di Roma. Il complesso, dopo la stipula di una convenzione tra il Comune di Roma e la società texana Hines, è destinato alla realizzazione di uno studentato di lusso da 2000 posti letto. Eppure, sugli otto ettari e mezzo dell’area a farla da padrona sembra essere l’incuria e il degrado.

Tra crolli, ritardi nei progetti e dubbi sul futuro, il destino degli Ex Mercati Generali di Roma appare ancora incerto. L’allarme lanciato dai comitati civici sul futuro dello storico complesso
A lanciare l’allarme è il comitato Ex Mercati Generali, che nella giornata di ieri ha dato luogo a un flash mob per sensibilizzare i cittadini sulle criticità che investono il sito. “Le nuove volumetrie del progetto Hines, da edificare – scrivono in una nota gli attivisti – sono enormi ma gli immensi edifici storici sono tutelati e non si possono abbattere, devono essere restaurati se non tutti almeno quelli vincolati”. Il complesso degli ex mercati generali, ricorda il comitato, comprende infatti edifici di rilevanza architettonica, costruiti a partire dagli anni Venti, in stile liberty, e tutelati come beni culturali dalla Sovrintendenza.

Dubbi sulle volumetrie e mancate scadenze
“Il progetto preliminare di Hines non chiariva l’utilizzo finale dei grandi padiglioni storici – sottolinea il comitato – Inoltre gli spazi esistenti nei due piazzali alle spalle del portale principale non sembravano affatto sufficienti alla costruzione di due nuovi edifici a ferro di cavallo previsti nel rendering presentato, due delle dieci palazzine che il fondo immobiliare texano intende costruire nell’area recintata”.
I conti, stando a quanto riportato, dunque, non sembrano tornare. Così come le tempistiche previste, che non appaiono in linea con il cronoprogramma originale. “Il progetto definitivo – si legge ancora nella nota – avrebbe dovuto essere presentato entro lo scorso 7 aprile e approvato con successiva conferenza dei servizi. Ma la società Hines sta ancora procedendo a sondaggi geognostici sulle acque sotterranee e affioranti. E il Comune, con una memoria di giunta approvata in gran fretta lo scorso 26 marzo ha procrastinato i tempi per la presentazione del progetto definitivo”.
L’esposto
Di fronte a questo scenario, dopo le manifestazioni che si sono susseguite nelle scorse settimane, i cittadini hanno deciso di passare alle vie legali. “Per questo abbiamo presentato un esposto”, dichiarano i portavoce del comitato, denunciando quella che definiscono una vera e propria “strategia di degrado pianificato“ che investe l’area. Secondo gli attivisti, lo stato di abbandono non sarebbe casuale, ma funzionale a creare le condizioni affinché la speculazione privata venga presentata come l’unica soluzione possibile per il recupero del sito.
Il crollo del tetto del Mercato Ittico
In tale contesto, il crollo del tetto del Mercato Ittico assume un’importanza che potrebbe andare ben oltre la certificazione della rovina di un pezzo di storia della Capitale. “Quale fortuna dunque, per Hines, che il tetto del Mercato Ittico sia crollato nel frattempo, dopo le ultime piogge scroscianti di fine aprile, rendendo pericolante l’intero edificio, il più bello e super tutelato”, scrive il Comitato, lanciando poi un ulteriore allarme: “Di chi è la colpa dell’incuria che ha causato il crollo? Chi pagherà per i restauri ora più gravosi? O si procederà a considerare questo bene pubblico, questo “gioiello”, ormai non più recuperabile aumentando le cubature delle nuove edificazioni private?”.

La protesta con lo striscione di protesta
Intanto in attesa di risposte, gli attivisti si sono riuniti ieri nei pressi degli Ex Mercati Generali, dove, sul tetto di uno degli edifici è comparso uno striscione: “Danno erariale in corso”.




















