No a altre colate di cemento. Migliaia di romani hanno inondato ieri pomeriggio le strade dell’ottavo municipio con un corteo colorato e pacifico per contestare i progetti del Campidoglio che prevedono dagli ex Mercati Generali, a Ostiense, fino alla Montagnola troppi ‘mostri‘ di cemento.
Migliaia di romani sono scesi in strada in corteo per dire no al cemento. L’VIII municipio si riversa in strada contro la cementificazione
Partiti da Largo delle Sette Chiese, i manifestanti hanno percorso le strade del quartiere, animati da tamburi, canti e slogan come “Giù le mani dalla città” e “Basta cementificazione“.
Il progetto più contestato, e che ha dato vita alla manifestazione alla quale hanno aderito 120 associazioni, è quello agli ex Mercati Generali. In ballo c’è la convenzione siglata lo scorso 11 novembre 2025 dal Comune di Roma con la multinazionale texana Hines.

L’accordo prevede la concessione per 60 anni dei nove ettari di via Ostiense, nel cuore della città.
Secondo quanto riportato dagli organizzatori, la firma sarebbe avvenuta senza un percorso di partecipazione previsto e con poche informazioni rese pubbliche alla cittadinanza. L’area verrebbe infatti affidata a un soggetto privato a fronte di un canone di concessione di 165 mila euro l’anno.
L’operazione prevede la realizzazione di parcheggi, attività commerciali e una grande struttura turistico-ricettiva di dieci piani. Si tratta di uno studentato con prezzi da “albergo”: posti letto a 500 euro al mese, mentre le stanze arriverebbero a 1.050 euro mensili. Le stime contenute nel progetto parlano di circa 32 milioni di euro di ricavi annui.
Una prospettiva che i promotori del corteo definiscono speculativa e che, a loro avviso, si inserisce in un modello di città basato sulla finanziarizzazione degli spazi urbani.
Nonostante le rassicurazioni del Campidoglio che promette il rispetto degli standard di qualità e la conservazione della proprietà pubblica dell’area, i residenti hanno urlato la loro contrarietà: “E’ uno sfregio al nostro quartiere. Una speculazione edilizia che porterà solo cemento”.
Arci in prima fila: la “speculazione che non piace”

Presente alla manifestazione contro le nuove colate di cemento anche l’Arci Roma: “Abbiamo aderito per denunciare la convenzione firmata a novembre dal Campidoglio, senza alcun confronto pubblico, per una concessione di 60 anni alla multinazionale Hines. Non è rigenerazione urbana, quella agli ex Mercati Generali è speculazione!”.
“Hines – aggiungono da Arci Roma – è una corporation Usa su cui ha investito ben 108 milioni di dollari Menora Mivtachim, una delle più grandi compagnie assicurative israeliane.
Per questo, c’erano tantissime bandiere palestinesi in un corteo animato da gente del quartiere, vertenze ambientali di tutta la città, associazioni e settori di movimento”.
Il caso Ama a Montagnola
A suscitare preoccupazione tra i cittadini anche il futuro del deposito Ama a Montagnola. La delibera comunale approvata a maggio autorizza un progetto di “rigenerazione urbana” su un’area di due ettari, che sarà trasformata in uffici e spazi commerciali, ma con scarsi spazi verdi.
Inoltre, la costruzione di 200 appartamenti di medio-lusso destina l’area a una forte speculazione edilizia, che secondo i residenti non risponde ai bisogni del quartiere.
“Questi siamo noi, questa è la nostra comunità”, esulta la giornalista e scrittrice Daniela Amenta soddisfatta del successo del corteo e pronta a continuare dare voce alle istanze dei comitati Parchi Colombo e Montagnola contro quello che definisce “il sacco del deposito Ama”.
“Siamo gente che fino a ieri non si conosceva e che da settimane si legge delibere, parla con urbanisti, giuristi, organizza assemblee, fa rete come può, si tassa per stampare volantini, fare striscioni.
Gente di ogni età che si ribella contro l’esproprio di terreni comunali, quindi pubblici – spiega – Terreni, spazi pubblici ceduti dal Comune a Fondi Immobiliari per costruzione di case di lusso, grattacieli di lusso, studentati di lusso.
Oggi abbiamo attraversato il nostro municipio, l’Ottavo, per dire che non ci sta bene che no. Ex Mercati Generali, Caravaggio/Tormarancia, Parchi Colombo, Montagnola. Eccoci qui. Noi siamo una comunità, e le comunità non hanno paura neppure delle ruspe. Sanno, sappiamo come fermarle. Se lo appuntino in Campidoglio”.


















