Spunta una strada romana a Santa Palomba, stop momentaneo per l’inceneritore

Stop momentaneo per il cantiere dell'inceneritore: in un'area marginale è emersa il basolato di una strada di epoca romana

Il cantiere dell’inceneritore di Santa Palomba si ferma, almeno temporaneamente. A imporre la sospensione dei lavori, in un tratto del terreno di proprietà di Ama destinato a ospitare il mega impianto per i rifiuti della Capitale, è stato il ritrovamento di un’antica strada di epoca romana avvenuta ieri, giovedì 11 giugno. Una scoperta archeologica che trasforma lo scenario attorno all’opera della giunta capitolina contestata dai locali comitati di quartiere.

Stop momentaneo per il cantiere dell’inceneritore: in un’area marginale è emersa il basolato di una strada di epoca romana

L’evidenza dei reperti emersi dagli scavi ha costretto a un fermo nell’area interessata per consentire i rilievi e le valutazioni degli organi di tutela.

La nota del Campidoglio

Al riguardo il Campidoglio ha diramato una nota stampa che riporta testualmente: “Mercoledì 10 giugno, durante le operazioni di scavo al cantiere di Santa Palomba, alla presenza dell’archeologo incaricato delle attività di supervisione, è stata rinvenuta una porzione di strada basolata.

Come previsto dalle normative in materia e come concordato con gli enti competenti, la Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia, Belle Arti e Paesaggistica (Ss-Abap), sono state effettuate le attività di pulizia del ritrovamento al fine di poter effettuare i rilievi del caso.

Nella giornata di ieri è stato effettuato il sopralluogo della Soprintendenza, e in attesa delle relative determinazioni ed eventuali prescrizioni in quel punto del cantiere – un’area molto limitata e perimetrale – i lavori sono temporaneamente sospesi“.

La notizia del blocco è stata accolta come una vittoria storica dall’Unione dei Comitati contro l’inceneritore, che da tempo denunciava il rischio di danneggiare il patrimonio sotterraneo dell’area.

Sono settimane che sollecitiamo gli interventi delle autorità competenti e denunciamo, purtroppo inascoltati, il pericolo di distruzione dei reperti”, spiegano i portavoce dei comitati. Sulla gestione del sito e sui rischi archeologici pende peraltro ancora un esposto-denuncia formale presentato al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

La mobilitazione: “Nessun insabbiamento”

Nonostante lo stop al cantiere, l’attenzione degli attivisti resta altissima per evitare che i fari sulla vicenda si spegnano e che si possa procedere a interramenti o a decisioni repentine.

Oggi l’evidenza è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, la piovra capitale costituisce il male capace di deformare la realtà. Per questo lanciamo stasera stessa la “lunga notte” per il cantiere aperto a Santa Palomba: un’iniziativa finalizzata a dare la massima visibilità alla scoperta, evitando qualsiasi ipotesi di insabbiamento”.

Il futuro dell’area: l’ipotesi del parco naturale

Per i comitati, la sospensione dei lavori non deve essere solo una pausa temporanea, ma l’atto di nascita di un progetto alternativo per l’intero quadrante. Quella che doveva essere una cittadella della gestione dei rifiuti viene già idealmente riconvertita in un’area protetta.

Per mesi ne abbiamo sostenuto la realizzazione – concludono gli attivisti – e da oggi il parco archeologico naturalistico dedicato a Ettore Ronconi è realtà“.

La palla passa ora alla Soprintendenza e al Campidoglio: la scoperta della strada romana rischia di riscrivere non solo la cronotabella dei lavori avviati solo il 15 maggio scorso già tra le proteste.