Tre infermiere sono state aggredite da una paziente psichiatrica al reparto Spdc di Monterotondo. Pugni, ceffoni, mani sul collo e, nel caso di una delle operatrici, il trascinamento a terra per i capelli fino all’intervento degli altri colleghi.
Tre infermiere aggredite da una paziente psichiatrica nel reparto Spdc della cittadina situata nell’hinterland capitolino
A finire nel caos nel pomeriggio di ieri, domenica 7 giugno, è stato il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’ospedale Santissimo Gonfalone della cittadina situata nell’hinterland capitolino.
Una baraonda scatenata da una donna che si è scagliata contro due infermiere e un’operatrice socio-sanitaria.
Per riportare ordine è servito l’ausilio di alcuni colleghi e della vigilanza che hanno preso in consegna la paziente e permesso alle professioniste aggredite di ricorrere alle cure del pronto soccorso dove sono state giudicate guaribili con prognosi variabili tra 10 e 20 giorni.
Carenza di personale
A denunciarlo sono stati alcuni esponenti del sindacato Cisl Fp che hanno sottolineato la necessità di adottare misure che consentano di risolvere una situazione organizzativa e operativa già segnalata in passato.
L’episodio pone in risalto “difficoltà già presenti all’interno dell’unità operativa, dove il personale -rimarca l’organizzazione rappresentativa dei lavoratori- è chiamato quotidianamente a garantire assistenza in condizioni di evidente sofferenza organizzativa, caratterizzate da una significativa carenza di operatori dovuta a prolungate assenze per malattia, infortuni sul lavoro già in essere e cronica insufficienza degli organici”.
“Tale contesto -conclude la nota- determina un inevitabile aumento del carico di lavoro, una riduzione delle condizioni di sicurezza per operatori e pazienti e un crescente rischio di ulteriori eventi lesivi”.


















