Vandalizzato lo stabilimento “La Vittoria” a Ostia: cabine distrutte. La VIDEO-denuncia di Enzo Salvi

Prima il sequestro, poi i vandali: non c'è pace per lo stabilimento La Vittoria. Lo sfogo del comico Enzo Salvi

Prima i sigilli, ora i vandali. Non c’è pace per lo storico stabilimento balneare “La Vittoria” di Ostia Ponente. Nella notte tra il 6 e il 7 giugno, la struttura è stata presa di mira da ignoti: sei cabine devastate, vetrate mandate in frantumi e arredi distrutti.

Prima il sequestro, poi i vandali: non c’è pace per lo stabilimento La Vittoria. Lo sfogo del comico Enzo Salvi

Resta da capire se i locali siano stati utilizzati come rifugio di fortuna per la notte o se si sia trattato di un puro e semplice atto di sciacallaggio. Un duro colpo che arriva a meno di un mese dal clamoroso sequestro dello scorso 14 maggio.

Il sequestro e la rabbia di Enzo Salvi

Vandalizzato lo stabilimento “La Vittoria” a Ostia: cabine distrutte. La VIDEO-denuncia di Enzo Salvi 1
Enzo Salvi e l’ex concessionario Cosimo Suriano

Solo tre settimane fa, la Guardia Costiera e le pattuglie della Polizia Locale si erano presentate sul lungomare di Ostia per apporre i sigilli all’intera struttura, inclusa la rinomata Spa interna. Un’operazione nata dall’accusa di occupazione abusiva di area demaniale mossa dal Campidoglio.

Vandalizzato lo stabilimento “La Vittoria” a Ostia: cabine distrutte. La VIDEO-denuncia di Enzo Salvi 2

A dare voce all’incredulità e all’amarezza dei presenti era stato l’attore e comico Enzo Salvi, la cui famiglia frequenta lo stabilimento da tre generazioni:State rovinando Ostia, ci siamo rotti di stare nelle mani degli incapaci!

Aveva urlato Salvi in un duro sfogo, non contro le forze dell’ordine, ma contro l’amministrazione capitolina. Oggi, davanti alle immagini della devastazione notturna, il comico commenta amaro: Questo è il risultato. Hanno distrutto sei cabine. Chiudono gli stabilimenti, ma poi non mettono la vigilanza. Non danno anche la possibilità di proteggere agli ex gestori. E’ una vergogna”.

Il timore, condiviso da molti residenti, era proprio che l’abbandono forzato lasciasse la struttura alla mercé della criminalità e del degrado.

Il nodo burocratico dietro alla chiusura

La vicenda affonda le radici in un intricato caos burocratico.

La concessione scaduta: Il titolo demaniale era giunto a scadenza.

Il bando deserto: La gara comunale indetta lo scorso anno per il rinnovo della gestione non aveva trovato acquirenti. Il giallo della PEC: Il vecchio gestore sostiene di aver inviato regolarmente una proposta di rinnovo via PEC, ma il Comune afferma di non averla mai ricevuta.

Senza una proroga ufficiale e con l’ordine di sgombero rimasto inadempiuto, il sequestro era diventato un atto dovuto. Una decisione che ha però spento un motore economico del litorale romane e che oggi, dopo i fatti della notte, riapre il dibattito sulla sicurezza e la gestione dei beni pubblici sottratti alla collettività.

Ieri l’incendio all’Oasi

Dopo i sequestri, e i danneggiamenti – ieri con incendio nello stabilimento Oasi – continuano a registrarsi le occupazioni nei lidi. Ma il Comune di Roma, per ammissione dello stesso sindaco Roberto Gualtieri,non ha risorse economiche per garantire un servizio di vigilanza attiva a tutela degli impianti balneari privi di concessionario o su cui sono stati apposti i sigilli”.