Centinaia di lavoratori addetti alle pulizie di bordo hanno manifestato questa mattina, 4 giugno 2026, a Fiumicino, davanti alla sede di ITA, dando vita a un sit-in unitario organizzato da CGIL, CISL, UIL e UGL. La protesta nasce dal timore di un taglio dei salari che, secondo le sigle sindacali, potrebbe arrivare fino al 30%, a seguito del tentativo di applicare un contratto diverso da quello attualmente in vigore per il settore dell’handling aeroportuale.
Protesta dei lavoratori delle pulizie di bordo a Fiumicino contro il taglio del 30% degli stipendi e il cambio contratto verso il settore catering davanti alla sede ITA
I sindacati contestano l’ipotesi di inquadramento nel contratto del catering, ritenuto non coerente con le mansioni svolte dal personale impiegato nelle pulizie di bordo. Secondo le organizzazioni, questa scelta comporterebbe una riduzione complessiva degli stipendi superiore al 25%, configurando un caso di dumping contrattuale.
Durante il presidio, i lavoratori hanno espresso forte preoccupazione per le proprie condizioni economiche e per il futuro occupazionale. Molti di loro dichiarano stipendi medi intorno ai 900 euro mensili e temono che un ulteriore taglio possa compromettere la capacità di sostenere le spese familiari quotidiane, dai mutui alle spese scolastiche.
Uno dei rappresentanti sindacali, Gianluca d’Emilio della Filt Cgil Roma e Lazio ha sottolineato come “non sia accettabile una gara al ribasso che scarica i costi esclusivamente sui dipendenti”, denunciando una crescente pressione competitiva tra aziende del settore che, secondo le sigle, non garantisce adeguati livelli di sicurezza sul lavoro e tutela dell’occupazione.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono che le mansioni svolte dalle lavoratrici e dai lavoratori non possono essere assimilate a quelle previste dal contratto del catering, evidenziando un disallineamento normativo e operativo che rischia di penalizzare fortemente il personale coinvolto.
Nel corso della mobilitazione è stata richiesta l’apertura immediata di un tavolo istituzionale di confronto con l’azienda, al fine di bloccare qualsiasi modifica contrattuale non conforme al settore di riferimento e garantire la continuità occupazionale.
La vertenza si inserisce in un contesto più ampio di tensioni nel comparto dei servizi aeroportuali, dove negli ultimi anni si sono moltiplicati casi di esternalizzazioni e gare d’appalto al ribasso. I sindacati parlano apertamente di una situazione non più sostenibile.
La mobilitazione potrebbe proseguire nei prossimi giorni qualora non arrivassero risposte concrete da parte dell’azienda o delle istituzioni competenti.
Servizio Video di Siria Guerrieri


















