Creme e profumi tossici negli scaffali del negozio: sequestrati alle porte di Roma oltre 400 “veleni cosmetici” 

Zero indicazioni in italiano, ingredienti misteriosi e produttori occulti: ecco come cosmetici, creme e profumi tossici low cost, aggiravano i rigidi protocolli di sicurezza europei

Un maxi-sequestro della Guardia di Finanza ha tolto dal mercato centinaia di cosmetici irregolari pronti a finire sulle pelle di ignari consumatori. I militari hanno intercettato un pericoloso flusso di lozioni e fragranze prive di tracciabilità chimica, azzerando un potenziale focolaio di intossicazioni e gravi reazioni allergiche nei Castelli Romani.

Zero indicazioni in italiano, ingredienti misteriosi e produttori occulti: ecco come cosmetici, creme e profumi tossici low cost, aggiravano i rigidi protocolli di sicurezza europei

Ripulito il mercato locale dalle merci contraffatte o non conformi agli standard minimi di sicurezza nel settore dei cosmetici, creme e profumi che stavano per finire sulle pelle di ignari consumatori.

L’operazione di polizia economico-finanziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, e in particolare della Compagnia di Velletri, si è concentrata in modo mirato su un frequentato esercizio commerciale specializzato nella vendita al dettaglio di articoli casalinghi e prodotti per l’igiene della persona, situato nella popolosa area dei Castelli Romani.

Qui, flussi di vendita anomali e segnalazioni dei residenti del territorio, hanno spinto le Fiamme Gialle a pianificare un’irruzione ispettiva a sorpresa all’interno del punto vendita. Una giusta intuizione, visto che, una volta varcata la soglia del negozio, i militari si sono trovati di fronte a scaffali interamente stipati di confezioni di profumi e flaconi di crema per il corpo che non rispettavano in alcun modo i requisiti di trasparenza commerciale, dando il via immediato alle operazioni di catalogazione e vincolo della merce.

Il metodo di frode e i pericoli per l’organismo

Il metodo illecito riscontrato dai finanzieri durante il controllo, ha svelato una totale e sistematica violazione del Regolamento Europeo sui prodotti cosmetici, che impone l’obbligo di etichettatura trasparente a tutela del consumatore finale.

Più di 450 articoli erano completamente privi delle informazioni essenziali, come l’identità del produttore, il nome dell’importatore stabilito nell’Unione Europea, la composizione dettagliata dei materiali chimici impiegati e le precauzioni d’uso scritte in lingua italiana.

Uno stratagemma commerciale, che anche in questo caso, stava permettendo ai distributori illegali di abbattere i costi di produzione utilizzando materie prime scadenti o non purificate.

L’assenza assoluta di tracciabilità dei componenti chimici si sarebbe tradotta presto in un rischio immediato ed eclatante per la salute pubblica

per l’applicazione cutanea di lozioni e fragranze non certificate che avrebbe esposto gli utenti al contatto diretto con sostanze tossiche, metalli pesanti o agenti contaminati mai testati dalle autorità sanitarie.

Il rischio clinico spaziava dalle dermatiti acute da contatto a vere e proprie ustioni chimiche o intossicazioni sistemiche dovute all’assorbimento epidermico. I prodotti sono stati ritirati e il commerciante è stato sanzionato.