Macabro ritrovamento a Bracciano: sacchi di carcasse di cinghiali abbandonati in una zona residenziale

Allarme dell'associazione SalvaguardiAMO Bracciano: “Nei sacchi i resti dei cinghiali sezionati. Un orrore già segnalato”

Un grave episodio riconducibile al bracconaggio torna a scuotere il territorio di Bracciano. In via Baglione sono stati rinvenuti diversi sacchi di plastica contenenti scarti e resti di cinghiali che sarebbero stati cacciati illegalmente. La macabra scoperta riporta d’attualità una piaga che minaccerebbe il decoro e la salute pubblica.

Allarme dell’associazione SalvaguardiAMO Bracciano: “Nei sacchi i resti dei cinghiali sezionati. Un orrore già segnalato”

L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dall’associazione SalvaguardiAMO Bracciano O.D.V., attraverso le parole e le riprese di Massimiliano Dell’Aquila. L’operatore dell’associazione si è imbattuto in uno scenario sconcertante durante un controllo della zona. All’interno di alcuni sacchi di plastica viola e trasparenti, lasciati sul ciglio della strada tra la vegetazione di via Baglione, sono stati rinvenuti i resti sezionati di un cinghiale.

Il volontario ha sottolineato come l’animale sarebbe stato lavorato da mani esperte. La segnalazione rimarca come questo ennesimo episodio non rappresenterebbe un caso isolato, ma si tratterebbe della presunta prosecuzione di una condotta illegale condotta da cacciatori di frodo che agirebbero nell’area.

I dettagli del macabro ritrovamento

Durante l’ispezione dei sacchi, registrata in un video esplicativo che non mostriamo per la presenza di immagini forti, Dell’Aquila ha aperto le buste mostrando il contenuto. All’interno figuravano la testa del cinghiale, la pelle e una zampa, unitamente a un gran quantitativo di visceri.

L’animale appariva privo delle parti di carne, che sarebbero state prelevate per un ipotetico consumo o commercio clandestino. I presunti responsabili avrebbero poi richiuso la carcassa mutilata e le viscere dentro buste di plastica prima di scaricarle all’aperto. Un modo di agire che, se confermato, dimostrerebbe un totale disprezzo per le norme e per l’ecosistema locale.

Una recidiva che mina la sicurezza

Secondo quanto rilevato dal volontario dell’associazione, l’abbandono di scarti di macellazione in via Baglione costituirebbe un fatto gravissimo che non sarebbe la prima volta che viene riscontrato sul territorio comunale.

La reiterazione del fatto suggerirebbe la presenza abituale di bracconieri nella zona, in grado di cacciare, scuoiare gli animali in luoghi improvvisati e disfarsi dei rifiuti organici senza curarsi delle conseguenze. L’eventuale assenza di controlli capillari in determinati punti periferici agevolerebbe la persistenza di queste condotte, alimentando la preoccupazione dei residenti che chiedono accertamenti volti a identificare i presunti autori.

Rischi sanitari e inquinamento ambientale

Oltre all’ipotesi di reato di caccia abusiva, la presenza di visceri in decomposizione sigillati nei sacchi di plastica comporta pesanti problematiche correlate. L’involucro plastico impedisce la naturale decomposizione e crea microambienti favorevoli allo sviluppo di batteri patogeni e miasmi.

I resti organici rischiano di attirare animali selvatici e vettori come ratti e insetti, con il pericolo potenziale di diffusione di malattie infettive o parassitarie. Inoltre, i liquidi della decomposizione potrebbero contaminare il terreno e le falde circostanti, trasformando il gesto incriminato in un serio fattore di rischio per l’igiene e la salute pubblica