Elezioni comunali 2026, urne chiuse: al via lo spoglio. I primi risultati in provincia di Roma

Elezioni, i primi risultati nei 17 comuni dell'hinterland. A Colleferro Calamita stravince al primo turno volando al 70%. A Zagarolo volata solitaria per Emanuela Panzironi. Palombi bis a Palombara

I neo sindaci di Zagarolo, Palombara, Colleferro e Vicovaro

Elezioni comunali: arrivano alla spicciolata i primi risultati, nonostante gli scrutini a rilento. La tendenza? Nei 17 comuni chiamati alle urne il voto sembra premiare in modo plebiscitario la continuità amministrativa in alcuni dei centri più strategici dell’area romana, blindando vittorie schiaccianti già al primo turno.

Elezioni, i primi risultati nei 17 comuni dell’hinterland. A Colleferro Calamita stravince al primo turno volando al 70%. A Zagarolo volata solitaria per Emanuela Panzironi. Palombi bis a Palombara

I 17 comuni della provincia metropolitana di Roma chiamati al voto in questa tornata elettorale erano Albano Laziale, Anguillara Sabazia, Arcinazzo Romano, Ariccia, Camerata Nuova, Colleferro, Genzano di Roma, Marano Equo, Montelanico, Palombara Sabina, Percile, Riofreddo, Roiate, San Gregorio da Sassola, Santa Marinella, Vicovaro e Zagarolo. I centri sono divisi tra sfide dirette sotto i 15mila abitanti ed elezioni nei comuni maggiori a rischio ballottaggio

Colleferro blindata: Calamita trionfa in prima battuta col 70%

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Giulio Calamita

Il risultato politico più pesante in assoluto di questa tornata arriva da Colleferro, il fulcro industriale ed economico della Valle del Sacco. Nel delicato passaggio del dopo-Sanna (il sindaco uscente forte del suo storico 75,1% nel 2020), il delfino designato e assessore all’ambiente uscente, Giulio Calamita, ha letteralmente sbaragliato la concorrenza. Se i primi dati parziali lo attestavano prudentemente attorno al 65%, il consolidamento dello spoglio nelle ultime sezioni ha certificato un trionfo travolgente: Calamita vince ufficialmente al primo turno con il 70% dei consensi.

A spianare la strada al candidato del centrosinistra (sostenuto in modo compatto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e tre liste civiche) è stata la profonda frammentazione del centrodestra locale. Stefano Arcari (Fratelli d’Italia) e il grande ex Mario Cacciotti (Forza Italia) si sono contesi lo stesso bacino elettorale, finendo per neutralizzarsi a vicenda e lasciando ampie praterie al candidato della continuità.

Zagarolo, corsa rosa: Emanuela Panzironi stacca tutti al 65%: resta sindaca

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Emanuela Panzironi

Le buone notizie per l’asse progressista si estendono anche alle storiche colline del vino tiberino. A Zagarolo, la sindaca uscente Emanuela Panzironi (centro sinistra) si avvia verso una netta e comoda riconferma per il suo secondo mandato.

I dati ufficiali provenienti dalle prime sezioni scrutinate a Palazzo Rospigliosi indicano un vantaggio che non lascia spazio a repliche: Panzironi è saldamente in testa con il 65% delle preferenze. Una performance speculare a quella di Colleferro, che spegne sul nascere le speranze delle coalizioni di opposizione e ipoteca la vittoria immediata senza dover passare dalle insidie del secondo turno.

Il blitz a Palombara Sabina e i plebisciti nei borghi

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Alessandro Palombi

Restano confermati gli scenari emersi nel primo pomeriggio sul versante della Sabina romana.

Palombara Sabina si è consumato un vero e proprio “giallo” politico: lo spoglio delle schede è ancora formalmente in corso nel comune sotto i 15mila abitanti, ma il sindaco uscente e deputato di Fratelli d’Italia, Alessandro Palombi, ha già fatto esplodere i festeggiamenti di piazza. 

I dati giunti dall’urna ritenuta cruciale e decisiva per le sorti del duello hanno mostrato un netto e incolmabile sorpasso ai danni della rivale civica Viviana Rosati (“Uniti per cambiare”). La vittoria ufficiale è arrivata ore dopo. 

Nei piccoli centri

Nessun dubbio infine nei piccolissimi centri montani, dove i dati sono già stati pienamente vidimati dalla prefettura. A Riofreddo si impone nettamente l’ex vice sindaco Bruno Vasselli (“Alla luce del sole per Riofreddo”) con il 67,27% dei consensi.

Clamoroso, infine, il dato di Percile, dove il sindaco uscente Claudio Giustini ottiene un plebiscito quasi unico in Italia, venendo riconfermato con il 96,15% (100 voti su 104 validi).

Camerata Nuova Settimio Liberati si riprende la fascia tricolore dopo le dimissioni dello scorso autunno. Con la lista “Insieme per Camerata Nuova”, il settantenne ha strappato la vittoria per appena due voti di scarto (116 preferenze, 35,47%) su Carlo Di Paolo (“Rinascita per Camerata Nuova”, 114 voti). Più staccato Filippo Vittori con il 29,66%, mentre gli altri tre sfidanti hanno chiuso a zero voti.

Roiate riconferma il sindaco uscente Antonio Proietti. Alla guida di “Progresso e Sviluppo”, il cinquantaseienne ha ottenuto il 52,40% delle preferenze (262 voti), respingendo l’assalto di Martina Floriani (“Un futuro per Roiate”), fermatasi a 235 voti (47%). Briciole per gli altri candidati, che non sono andati oltre le due preferenze.

A Vicovaro rivincita in grande stile, che cancella mesi di commissariamento e una battaglia legale al veleno. Nello Crielesi (centrodestra) è di nuovo sindaco con un grosso scarto su Katia Ziantoni.

L’ondata di riconferme dei sindaci uscenti o dei loro diretti eredi sembra essere il vero e proprio fil rouge di questa tornata amministrativa nella provincia romana.

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