Nuovi dettagli sono emersi sulla dinamica del drammatico incidente stradale, avvenuto lo scorso ottobre lungo la via Cristoforo Colombo, costato la vita alla giovane Beatrice Bellucci. Arrivano direttamente dalle risultanze della perizia cinematica disposta per ricostruire con esattezza lo schianto.
Al vaglio della Procura la consulenza cinematica con i video della dinamica della tragedia sulla Colombo. Il legale dell’amica indagata di Beatrice Bellucci: “Nessuna gara tra le auto”
Secondo quanto emerso dall’esito della consulenza tecnica, attualmente all’esame dei magistrati della Procura di Roma, è stata formalmente esclusa l’ipotesi iniziale secondo cui le due autovetture coinvolte stessero effettuando una gara clandestina di velocità.
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Tuttavia, le analisi tecniche condotte sui mezzi e sul luogo dell’impatto hanno accertato un altro dettaglio rilevante: entrambe le macchine coinvolte stavano viaggiando al di sopra dei limiti di velocità consentiti su quel tratto di strada.
Una circostanza che il legale di una delle conducenti ha commentato evidenziando come, soprattutto nelle ore serali, sia purtroppo frequente riscontrare andamenti superiori ai 50 chilometri orari sulla specifica arteria stradale capitolina.
Nessuna gara clandestina di velocità dunque, ma una drammatica sequenza di violazioni e fatalità, dietro il tragico incidente stradale costato la vita alla giovane Beatrice Bellucci lo scorso ottobre in via Cristoforo Colombo a Roma.
La dinamica dello schianto e i filmati
La ricostruzione ufficiale dell’impatto si è avvalsa non solo dei rilievi sul manto stradale, ma anche del fondamentale supporto delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della zona.
I consulenti tecnici, attraverso una simulazione a cui hanno preso parte i periti di tutte le parti coinvolte, hanno potuto analizzare i video per definire le responsabilità e la catena causale dell’evento.
In base a quanto accertato e visionato nei filmati, la causa scatenante del sinistro mortale è stata l’improvvisa invasione di corsia effettuata dal ragazzo che si trovava alla guida dell’altra vettura coinvolta.
Lo spostamento repentino del mezzo ha reso inevitabile lo scontro con l’auto in cui viaggiava Beatrice Bellucci. La difesa ha dunque ribadito che non vi era alcuna rincorsa o sfida in atto tra i conducenti, definendo l’accaduto come una tragica ed evitabile fatalità stradale scaturita da una manovra scorretta.
La posizione legale dei conducenti
L’incidente ha visto il coinvolgimento diretto di Silvia Piancazzo, la ragazza che si trovava alla guida della vettura su cui viaggiava l’amica Beatrice Bellucci, rimasta vittima del violento impatto.
Come da prassi consolidata in presenza di sinistri stradali con esito mortale, la giovane conducente è stata iscritta nel registro degli indagati fin dalle prime fasi successive allo schianto. La difesa della ragazza, affidata all’avvocato Alessandro Di Giovanni, ha espresso soddisfazione per il fatto che la perizia abbia confermato l’assenza di competizioni illegali, un elemento che era già stato ipotizzato fin dalle prime battute dell’inchiesta.
Con il deposito formale della perizia cinematica e la definizione della dinamica basata sull’invasione di corsia e sul superamento dei limiti di velocità da parte di entrambi i veicoli, la fase cruciale degli accertamenti tecnici si è conclusa. La parola passa adesso alla Procura della Repubblica di Roma, che dovrà valutare le conclusioni dei periti per decidere come procedere formalmente nei confronti delle persone indagate


















