Segnala cane legato al balcone e viene aggredito: sassi a Roma contro l’attivista Enrico Rizzi

L’animalista Enrico Rizzi lancia l’allarme per un cane prigioniero di una catena di un metro al Villaggio Prenestino. Dopo il blitz scatta la violenza: “Costretto a usare lo spray al peperoncino”

Il cane legato che ha fatto scattare la denuncia di Enrico Rizzi

Una corda spessa, lunga poco più di un metro, che fissa un piccolo meticcio alla porta del balcone. Giorno e notte, sotto il sole e sotto la pioggia, in uno spazio vitale ridotto a pochi centimetri di cemento. Inizia tutto da questa immagine di privazione, in via Montefino, nel cuore di Villaggio Prenestino, la spedizione dell’attivista social Enrico Rizzi, finita però nel peggiore dei modi: tra minacce di morte e lanci di pietre.

L’animalista Enrico Rizzi lancia l’allarme per un cane prigioniero di una catena di un metro al Villaggio Prenestino. Dopo il blitz scatta la violenza: “Costretto a usare lo spray al peperoncino”

L’allarme è scattato intorno alle 14:00, quando Rizzi e il suo team si sono recati sul posto a seguito di numerose segnalazioni dei residenti, stanchi di veder soffrire l’animale.

Segnala cane legato al balcone e viene aggredito: sassi a Roma contro l’attivista Enrico Rizzi 1
Il cane legato che ha fatto scattare la denuncia di Enrico Rizzi

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Roma Capitale e i funzionari della Asl, che hanno accertato la situazione di evidente degrado. Per la famiglia proprietaria del cane è scattata una sanzione e l’avvio di un fascicolo penale per maltrattamento di animali ai sensi dell’articolo 544-ter del Codice Penale.

L’aggressione: sassi e spray al peperoncino

Ma la tensione, covata durante i rilievi, è esplosa non appena le divise si sono allontanate. Un membro del nucleo familiare ha iniziato a bersagliare l’attivista e i suoi collaboratori con un fitto lancio di sassi dal balcone, per poi scendere in strada con fare minaccioso per cercare lo scontro fisico.

“È stata follia pura,” ha dichiarato Rizzi, visibilmente scosso. “L’uomo avanzava verso di noi intenzionato ad aggredirci. Ho dovuto utilizzare lo spray al peperoncino più volte per tenerlo a distanza e proteggere la mia incolumità e quella del mio team.”

L’affondo: “Sistema inefficiente, il cane resta lì”

Nonostante l’accertamento del maltrattamento, il meticcio è rimasto momentaneamente in possesso della famiglia, alimentando la frustrazione dell’animalista che punta il dito contro le lungaggini burocratiche.

Rizzi ha denunciato un’attesa di oltre quattro ore per l’arrivo di un veterinario Asl, criticando duramente l’efficacia delle nuove norme: “La legge Brambilla si rivela al momento fallimentare perché gli abusi continuano a rimanere impuniti. Siamo rimasti in strada ore con la Polizia Locale bloccata in attesa di un supporto che non arrivava. Ma di quale rivoluzione parliamo?”