Per lo stupro di Capodanno a Roma avvenuto sei anni fa è stata aumentata dalla Terza Corte d’Assise d’Appello la pena della sentenza di condanna inflitta in primo grado a carico di Patrizio Ranieri, uno degli imputati coinvolti nella violenza sessuale consumata in una villa della capitale situata nel quartiere di Primavalle.
Stupro di Capodanno a Roma, pena aggravata per uno dei maggiorenni che violentarono una ragazzina di 16 anni
I giudici hanno accolto le richieste del pubblico ministero e riconosciuto nei confronti dell’imputato l’aggravamento delle sanzioni inflitte per il reato di violenza sessuale “di gruppo” che non era stato riconosciuto nella sentenza di primo grado che aveva portato a una condanna a cinque anni e mezzo di reclusione.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Ranieri e altri ragazzi, alcuni minorenni all’epoca dei fatti, avevano compiuto abusi sulla 16enne approfittando del suo stato di incoscienza dovuto all’assunzione di alcol e droghe.
“Hanno trattato la vittima come una bambola di pezza -ha detto la rappresentante della procura generale nel corso della requisitoria in cui ha chiesto l’accoglimento del ricorso del pm e il rigetto di quello dell’imputato– il ragazzo era maggiorenne e non ha avuto il minimo di pietà, ha approfittato della fiducia della giovane. La sentenza impugnata sembra scritta nel 1960”.
Per questa vicenda due minorenni sono ancora sotto processo mentre nei confronti di un altro dei maggiorenni coinvolti è stato disposto il rinvio a giudizio.
Era la notte di Capodanno del 2020, quando la vittima, appena 16enne, subì uno stupro di gruppo da parte di alcuni invitati nel corso di una festa organizzata alla periferia della metropoli.
Furono i carabinieri della Compagnia Cassia a eseguire a conclusione delle indagini gli arresti disposti dalla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di tre ragazzi tra i 19 e i 21 anni che erano stati denunciati dalla vittima due giorni dopo i fatti presso la Stazione dell’Arma di Roma La Storta.
La giovane venne accompagnata presso l’Ospedale San Pietro di Roma dove vennero diagnosticate le tracce della violenza subita e si scoprì anche che, dopo essere stata indotta ad assumere alcol e altre sostanze, era stata ridotta in una condizione di inferiorità psico-fisica.
Gli inquirenti erano in seguito riusciti a identificare i presunti autori del reato nel mese di aprile 2021 aprendo la strada ai primi due gradi di giudizio che hanno portato all’ultima condanna inflitta a Patrizio Ranieri.
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