Il cinema neorealista piange Pamela Schettino: addio a “Er Donna” anima ribelle di Amore Tossico (FOTO)

Scompare Pamela Schettino una delle ultime icone di una generazione perduta. Il ricordo: "L’ultimo raggio di sole nella Roma dolente di Claudio Caligari"

Con la scomparsa di Pamela Schettino, il cinema italiano perde uno dei suoi volti più autentici e coraggiosi. Protagonista del cult Amore Tossico, l’attrice ha rappresentato uno degli ultimi legami viventi con quella “trilogia romana” di Claudio Caligari che seppe raccontare, senza filtri, la tragica piaga dell’eroina negli anni ottanta.

Scompare Pamela Schettino una delle ultime icone di una generazione perduta. Il ricordo: “L’ultimo raggio di sole nella Roma dolente di Claudio Caligari”

Il vuoto lasciato da Pamela Schettino non è solo la perdita di un’attrice, ma la chiusura definitiva di un cerchio narrativo iniziato nel 1983. Insieme a Michela Mioni, Pamela era l’ultima rimasta di quel gruppo di attori non professionisti che, per volere di Claudio Caligari, portarono sul grande schermo le proprie ferite reali.

Il cast originale, composto dai mitici Cesare, Enzo e Ciopper, era stato falcidiato nel tempo da morti premature, rendendo Pamela una testimone preziosa e malinconica di un’epoca irripetibile.

Il suo personaggio, “Er Donna”, era una figura esuberante e tagliente, capace di restare nel cuore degli spettatori per quella spontaneità disarmante, mostrata nelle scene dell’ospedale o negli scherzi alle suore, frammenti di cinema che oggi risuonano come testamento di una verità assoluta.

Una vita che meriterebbe un film a parte

Dietro l’icona cinematografica però, si celava una donna che aveva attraversato ogni sfumatura dell’esistenza romana, dai vizi allo sfarzo di via Veneto. Una “signora simpatica e autoironica” che non temeva di guardare al proprio passato con lucidità.

La sua biografia è stata un’altalena tra i sogni di una Roma che non c’è più, e la lotta contro le dipendenze. Se l’eroina l’aveva accompagnata solo per tre anni, la battaglia contro la cocaina si era conclusa solo quindici anni fa, grazie a una forza mentale che lei stessa definiva fondamentale per schivare le tentazioni.

Ha vissuto a Fontana di Trevi, conoscendo il privilegio di svegliarsi tardi per fare shopping, prima di ritrovarsi, negli ultimi anni, a fare i conti con un situazione economica difficile, ma sempre con quella dignità bohémien che la caratterizzava.

Il legame profondo con Caligari e la realtà cruda

Pamela ricordava Claudio Caligari non solo come un genio, ma come un uomo che “si preoccupava tanto” dei suoi attori.

Il realismo di Amore Tossico era tale che le scene di iniezione venivano simulate con acqua distillata o epatoprotettori, e gli attori spesso dovevano fare i conti con le crisi di astinenza durante le riprese.

Nonostante il disagio nel rivedersi conciata con parrucche “oscene” e cerone, Pamela rivendicava l’autenticità di quel lavoro che Caligari sentiva sarebbe diventato un successo postumo.

In quel racconto delle borgate, il regista si muoveva con uno spirito pasoliniano. Tra i set infatti, anche luoghi simbolo come il monumento dedicato proprio a Pier Paolo Pasolini a Ostia, dove fu girata la celebre scena dell’overdose di Michela, come documenta il volume “Ostia set naturale,. Luoghi e magie del cinema sul Litorale romano”.

L’ultima apparizione e l’eredità culturale

Nel luglio 2019, Pamela aveva regalato un ultimo momento di gioia al suo pubblico apparendo a sorpresa sul palco del Piccolo America a Ostia, accanto a Valerio Mastandrea, durante un tributo a Caligari.

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Pamela Schettino sul palco di Ostia

È stato l’ultimo abbraccio di un’attrice che aveva lavorato con giganti come Benigni, Moretti e Ferreri, ma che aveva sempre scelto la libertà di Roma e degli amici rispetto alle carriere internazionali.

Oggi, “Er Donna” viaggia finalmente verso quella spiaggia di Ostia che la rese immortale, lasciandoci il ricordo di una Roma che ha conosciuto ogni abisso ma che, grazie al cinema, non smetterà mai di splendere “su tutte le rote”.