Familiari e amici e tutta la comunità del quartiere Coppedè, si preparano a dare l’ultimo saluto a Mattia, il 13enne la cui vita si è spezzata tragicamente pochi giorni fa. Venerdì 17 aprile, il corpo del ragazzo è stato rinvenuto sul marciapiede di via Olona, sotto la finestra del secondo piano della sua abitazione. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano.
L’annuncio dei funerali di Mattia con un progetto che prenderà il suo nome. La famiglia: “Niente fiori, aiutateci a comprare un’ambulanza”
Quella che inizialmente appariva come una tragedia inspiegabile ha rivelato presto i suoi contorni più dolorosi: un messaggio d’addio lasciato nella sua cameretta, poche parole che parlavano di una stanchezza insormontabile legata al mondo della scuola.
La solidarietà che nasce dal dramma: il progetto “L’ambulanza di Mattia”
In un momento di strazio inimmaginabile, i familiari di Mattia hanno scelto di onorare la sua memoria con un gesto di straordinaria generosità e pragmatismo civile.
Attraverso un messaggio diffuso sui canali social, la famiglia ha chiesto ad amici, parenti e cittadini di non inviare fiori o necrologi in occasione delle esequie.
Il desiderio dei genitori è quello di convogliare ogni gesto di affetto verso un obiettivo concreto e vitale: l’acquisto di un’ambulanza attrezzata per il soccorso d’urgenza, che prenderà il nome di “L’ambulanza di Mattia”.
Qualora la raccolta fondi non dovesse raggiungere la cifra necessaria per il mezzo di soccorso, i contributi verranno comunque destinati all’acquisto di macchinari medici salvavita, come un apparecchio per la rianimazione o un ecografo di ultima generazione. Un’iniziativa, per trasformare il ricordo di un soccorso che purtroppo non ha potuto salvare Mattia, in uno strumento di speranza, che leghi indissolubilmente il nome del giovane alla tutela della vita altrui.
L’ultimo saluto a Piazza Ungheria
I funerali si svolgeranno domani, giovedì 23 aprile, alle ore 11:00 presso la parrocchia di San Roberto Bellarmino, in Piazza Ungheria. Sarà il momento in cui la comunità del quartiere Salario e i compagni di scuola potranno stringersi attorno alla famiglia, in una cerimonia che si preannuncia carica di commozione e riflessione.
Le indagini condotte dal Commissariato Salario hanno confermato la natura volontaria del gesto, scatenato da quel senso di inadeguatezza che Mattia ha riassunto nel suo ultimo biglietto. Quel “sono stanco della scuola”, diventato un ennesimo grido d’allarme collettivo, sulla fragilità degli adolescenti.
Un segnale d’allarme per le istituzioni e la scuola
La tragedia di via Olona non resta un fatto isolato nel quadrante. Solo poche ore prima, sempre nel quartiere Trieste, la 23enne Miriam Indelicato era stata ritrovata senza vita nell’androne di un palazzo, schiacciata dal peso di una carriera universitaria fittizia comunicata ai genitori.
Episodi ravvicinati, che mettono a nudo una crisi profonda legata alle aspettative sociali e al rendimento accademico. Se un banco di scuola o un esame universitario diventano carichi insopportabili, l’intera società è chiamata a interrogarsi su dove sia venuto meno l’ascolto.
Mentre Roma si ferma per l’ultimo saluto a Mattia, il progetto dell’ambulanza rappresenta la volontà di non restare immobili davanti al vuoto. Donare per “L’ambulanza di Mattia” significa dare un senso a una fine prematura, garantendo che il personale sanitario abbia i mezzi migliori per intervenire nei momenti critici.
È la risposta d’amore di una famiglia che, pur nel buio più profondo, prova a illuminare la strada di chi resta, trasformando un drammatico “addio” in un coraggioso “aiutiamoci”.


















