Il silenzio irreale del quartiere Coppedè, interrotto solo dal lampeggiante blu di un’ambulanza che si arrende all’evidenza, è il fermo immagine di un’altra notte che la Capitale non dimenticherà. In via Olona, tra i fregi liberty e l’eleganza composta dei palazzi romani, si è consumato un dramma che scuote le coscienze e interroga le istituzioni: un 13enne è precipitato dalla finestra della sua abitazione, al secondo piano, perdendo la vita.
Tragedia nel quartiere Coppedè: 13enne precipita dal secondo piano. L’ombra del disagio giovanile dietro il dramma di via Olona
Erano passate da poco le ore piccole quando il corpo del giovanissimo è stato trovato riverso sul marciapiede. L’intervento tempestivo dei sanitari del 118 è stato, purtroppo, un estremo tentativo vano: le manovre di rianimazione non hanno potuto restituire il respiro a una vita che si era appena affacciata all’adolescenza.
Sul posto sono giunti immediatamente gli agenti del commissariato Salario, che hanno isolato l’area e dato il via ai rilievi. Ma è dentro l’appartamento, in quella camera che doveva essere un rifugio sicuro, che gli inquirenti hanno trovato il tassello più doloroso del puzzle.
“Sono stanco della scuola”
Poche parole lasciate su un foglio, un messaggio d’addio che pesa come un macigno. “Sono stanco della scuola”, avrebbe scritto il tredicenne prima del volo fatale. Una frase breve, quasi infantile nella sua tragica semplicità, che però apre una voragine sulle pressioni, le aspettative e il senso di inadeguatezza che possono schiacciare i giovanissimi in un’età così delicata.
Le indagini, coordinate dalle autorità competenti, puntano al momento verso la pista del gesto volontario. Non ci sono segni di effrazione, né ombre di terzi: solo il vuoto, cercato e trovato in una notte di primavera.
Un segnale d’allarme collettivo
Questa tragedia non è solo un fatto di cronaca nera, ma si configura come un dramma sociale che mette a nudo la fragilità delle nuove generazioni. Se un banco di scuola diventa un carico insopportabile a tredici anni, la domanda che resta sospesa tra i palazzi di via Olona è una sola: dove abbiamo smesso di ascoltare?
“Il disagio dei nostri ragazzi è un grido che troppo spesso resta muto dietro lo schermo di un tablet o la porta chiusa di una cameretta.
Il dramma di Miriam per gli studi interrotti all’università
Ieri mattina altro dramma nel quartiere Salario dove è stata trovata morta nell’androne una 23enne siciliana, Miriam Indelicato: aveva detto alla famiglia che oggi si sarebbe laureata alla Luiss, invece non sosteneva esami da tempo.




















