La procura di Roma iscrive nel registro degli indagati i gestori del bar della tragedia di Crans Montana

La procura di Roma iscrive nel registro degli indagati la coppia che gestiva Le Constellation dove si verificò la tragedia

La procura di Roma iscrive nel registro degli indagati i gestori del bar dove si consumò la tragedia di Crans Montana.

La procura di Roma iscrive nel registro degli indagati i gestori del bar Le Constellation dove si verificò la tragedia

La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati i gestori del bar Le Constellation di Crans Montana, la località svizzera che fu teatro del devastante incendio in cui persero la vita 41 giovani e altri 115 rimasero feriti nella notte di Capodanno.

Il pubblico ministero, Stefano Opilio, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Giovanni Conszo, procedono nei confronti di Jacques e Jessica Moretti per i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.

Agli atti dell’inchiesta capitolina sono state acquisite le testimonianze dei ragazzi italiani rimasti feriti (altri sei che non fecero più ritorno a casa), anche a causa del fatto che le uscite di sicurezza del locale erano sbarrate.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta la titolare Jessica Moretti stava scappando mentre il rogo divampato in pochi minuti per l’assenza di materiali ignifughi non fu in alcun modo arginato perché nessuno dette indicazioni di dove si trovavano gli estintori a chi tentava disperatamente di fuggire dal bar.

Nell’ambito delle indagini che hanno portato alla messa in stato di accusa dei due gestori i pm avevano già disposto il sequestro probatorio dei cellulari delle vittime e dei sopravvissuti per ricostruire la dinamica dei fatti.

Roma è, del resto, il luogo dove risiede uno dei sopravvissuti alla tragedia.

Manfredi Marcucci, il 16enne del liceo Chateaubriand era tornato a casa nella sua Prati agli inizi di marzo.

Il giovane, che era stato gravemente ferito nell’incendio aveva vinto la sua battaglia più difficile: quella della vita.

 Dopo essere stato trasportato d’urgenza in Italia, Manfredi era stato ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano, dove è rimasto in coma farmacologico per due settimane: fino  a metà gennaio.

Le sue condizioni erano critiche per i gravi danni subiti ai polmoni e le ustioni che hanno comportato numerosi interventi chirurgici.

La sua determinazione e le cure dei medici alla fine hanno fatto la differenza, consentendo un miglioramento graduale delle sue condizioni di salute.

Lo scorso 8 marzo Manfredi era tornato a Roma, dove era stato preso in carico dai medici del Policlinico Gemelli.

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