Si avvicina il giorno della sentenza per la morte di Wibe Bijls e Jessy Dewildeman, le due giovani turiste belghe travolte e uccise la sera dell’8 ottobre 2022 sul tratto urbano della A24. Domani, 14 aprile, i giudici della X sezione collegiale del Tribunale di Roma dovrebbero pronunciarsi sull’unico imputato della tragedua di Francesco Moretti, il 53enne alla guida dell’auto pirata che spezzò le vite delle due amiche.
Le due turiste belghe, travolte sull’A24 mentre prestavano soccorso. La fuga del pirata della strada, la sentenza è prossima
Moretti deve rispondere di duplice omicidio stradale, aggravato dalla fuga e dalla guida in stato di alterazione. Secondo quanto accertato dagli inquirenti e dai test tossicologici, l’uomo era al volante sotto l’effetto di un mix di cocaina e oppiacei. Un quadro reso ancora più grave da un dettaglio inquietante: l’imputato guidava con la patente sospesa da oltre dieci anni.
Il terribile incidente avvenne all’altezza dello svincolo di Tor Vergata. Jessy (24 anni) e Wibe (25 anni) erano arrivate a Roma solo il giorno prima per una vacanza.
Quella sera, dimostrando un altruismo che sarebbe costato loro la vita, si erano fermate per prestare soccorso ad alcuni automobilisti coinvolti in un precedente tamponamento.
Mentre si trovavano sulla carreggiata, la Smart guidata da Moretti le ha travolte in pieno.
La fuga e il processo ordinario

Dopo l’impatto, l’uomo non si è fermato a prestare aiuto. Ha abbandonato l’auto poco lontano ed è fuggito, riuscendo a rincasare grazie a un passaggio, per poi essere rintracciato e arrestato dalla Polizia Stradale di Roma Est.
“È evidente la colpa gravissima nell’investimento delle studentesse“, dichiara l’avvocato Domenico Musicco, presidente dell’Associazione Vittime incidenti stradali Onlus e legale dei familiari delle vittime. “Ci auguriamo che il Tribunale applichi la legge con la massima durezza per dare giustizia a famiglie che aspettano da anni“.
La difesa aveva tentato la strada del rito abbreviato (che avrebbe garantito uno sconto di un terzo della pena), ma la richiesta è stata respinta dal Gup Angela Gerardi. Moretti ha quindi affrontato il rito ordinario, come richiesto dal pm Giovanni Musarò.
Chi erano Jessy e Wibe
La tragedia ha colpito profondamente la comunità belga di Menen, da cui le due ragazze provenivano. Jessy Dewildemanlavorava come cameriera, mentre Wibe Bijls era una chef di talento; al momento della morte, Wibe era anche in stato di gravidanza, un dettaglio che rende ancora più dolorosa la vicenda per i parenti, costituitisi parti civili nel processo.


















