Roma cambia volto e la Polizia di Stato adegua la propria struttura a una metropoli che ha visto le sue periferie trasformarsi in veri e propri centri indipendenti. La missione affidata dal Questore di Roma al nuovo team di dirigenti si muove lungo due binari complementari: l’edilizia securitaria e la sartoria sociale, per cucire una rete di protezione su misura per le zone di frontiera. L’obiettivo dichiarato è il rilancio dell’operatività nei “field office” di Primavalle, San Basilio, Prenestino, Casilino e Romanina, uffici chiamati a gestire una domanda di sicurezza crescente.
Sequestri di armi, maxi controlli e violenza di genere: tutti i numeri del contrasto all’illegalità sommersa nelle periferie dove cambiano le dirigenze
In questi contesti, dove la presenza sul territorio rappresenta l’unico reale antidoto al radicamento dell’illegalità, è stato infatti effettuato un rafforzamento dei presidi. Un potenziamento voluto dal Questore Massucci che ha portato a un incremento complessivo di 139 unità operative distribuite nei 7 distretti periferici.
Nello specifico, il Distretto Casilino ha ricevuto il rinforzo più consistente con 33 nuovi agenti, seguito da Fidene Serpentara con 28 e Prenestino con 25. Anche San Basilio, Primavalle, San Paolo e Romanina hanno visto crescere i propri organici, portando il totale dei dipendenti attivi in queste aree a 624 unità. In questa cornice si inserisce il progetto di un nuovo presidio a Ponte di Nona. Come sottolineato dal Questore: “Questo territorio ha un coefficiente di superficie paragonabile a città come Napoli e questo è l’unico presidio di polizia. Perciò stiamo ragionando su un ulteriore presidio. Abbiamo già fatto dei sopralluoghi per individuare delle strutture”.
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La lotta al sommerso: armi, munizioni e stupefacenti
L’efficacia della nuova strategia operativa, è emersa dai dati sui sequestri e sulle attività di repressione condotte negli ultimi mesi. L’azione di pressione costante lungo la traiettoria della periferia romana ha permesso di sottrarre alla circuitazione illegale 265 armi e oltre 6.000 munizioni (per l’esattezza 6.198).
Parallelamente, l’attività di contrasto al narcotraffico ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, con oltre 256 kg complessivi, tra cui spiccano i 75 kg di cocaina e gli oltre 181 kg di cannabinoidi tolti dal mercato, grazie ad una capacità di penetrazione nei contesti criminali che ha colpito direttamente le risorse logistiche del crimine organizzato e diffuso.
Prevenzione, sorveglianza e controllo del territorio
Oltre alla repressione, la Questura ha investito massicciamente sugli strumenti di prevenzione amministrativa. Sono 155 le espulsioni di cittadini extracomunitari eseguite, di cui 77 con accompagnamento presso i CPR, un dato che si inserisce in una più ampia gestione dei flussi e della regolarità sul territorio.
La “neutralizzazione” preventiva dei rischi poi, passa anche attraverso le 31 sorveglianze speciali attivate per soggetti ad alta pericolosità sociale, i 45 avvisi orali e i 25 fogli di via obbligatori con divieto di ritorno. Un impegno titanico riguarda inoltre il controllo di chi è già sottoposto a misure restrittive: sono ben 6.800 ad oggi, le persone in regime di arresti domiciliari controllate regolarmente dagli agenti dei distretti periferici.
Sartoria sociale e tutela delle vulnerabilità
La “sartoria sociale” invocata da via San Vitale e ribadita anche durante la visita odierna del Questore Roberto Massucci al Commissariato Casilino, alla presenza del Presidente del VI Municipio Nicola Franco, trova la sua massima espressione nel contrasto alla violenza di genere.
Sono stati 109 gli ammonimenti adottati dal Questore per atti persecutori, un risultato che si accompagna alla creazione di spazi fisici idonei alla tutela delle vittime. Presso i distretti di Fidene, San Paolo e Primavalle sono già operativi ambienti dedicati all’ascolto protetto, mentre è prossima l’inaugurazione di una nuova sala presso il distretto Prenestino. Ai dirigenti è richiesto un approccio smart: rigore assoluto nel perseguire i reati, ma estrema capacità di ascolto per intercettare il disagio prima che sfoci in delitto.
Verso un nuovo presidio a Ponte di Nona: sopralluoghi in corso
La risposta della Questura all’espansione urbanistica delle periferie romane compie oggi un passo decisivo con l’annuncio di un nuovo presidio di Polizia nella zona di Ponte di Nona. Come confermato ufficialmente dal Questore Roberto Massucci in data odierna, la macchina burocratica e logistica è già in pieno movimento: «Abbiamo già fatto dei sopralluoghi per individuare delle strutture, speriamo di poterlo fare il prima possibile», ha dichiarato il vertice di via San Vitale durante la conferenza stampa al Distretto Casilino.
La necessità di questa nuova istituzione nasce dalla consapevolezza che aree storicamente considerate marginali sono oggi diventate «veri e propri centri indipendenti», con una densità abitativa e una complessità territoriale che richiedono una vigilanza costante e ravvicinata. L’apertura di questo ufficio mira a colmare un vuoto geografico in un quadrante che presenta superfici paragonabili a grandi metropoli del sud Italia, garantendo ai residenti un punto di riferimento certo e un presidio di legalità finora affidato a distretti più distanti.

















