I truffatori, si sa, si ingegnano sempre per spillare soldi al prossimo. E quale metodo migliore se non fingendo di essere Poste Italiane, uno dei più grandi hub di soldi in Italia? Ma ecco che, sempre a proposito di Poste, spunta una nuova truffa davvero insidiosa, vediamo insieme qual è.
La truffa dello SPID
Questa truffa nuova prevede il falso blocco dell’account SPID. L’utente riceve una mail in cui si millanta il blocco immediato. La mail sembra provenire da un mittente ufficiale, che utilizza un dominio molto simile a quello vero. Per evitare questo blocco viene chiesto di compilare un modulo HTML in allegato e di cliccare sul link per riattivare l’account. I dati inseriti, ovviamente, finiscono in mano ai truffatori.
La truffa del Telegramma
In questo secondo tipo di truffa si passa dalla paura alla curiosità. D’altronde un modo per stimolare l’attenzione della vittima lo devono pur trovare. In questo caso la mail simula una notifica che parla della recezione di un telegramma con tanto di numero identificativo. Anche in questa occasione, il link del testo rimanda a una pagina falsa che ricalca il sito di Poste Italiane, anche se risalente al 2010.
La truffa postepay
Infine, un’altra truffa chiede di attivare un fantomatico “sistema web postepay” attraverso una mail che sembra copiare interamente un’immagine. In verità questo stratagemma serve a bypassare i filtri antispam che analizzano il testo. Cliccando in un qualsiasi punto dell’immagine si viene reindirizzati verso un modulo dove viene chiesto di inserire, indovinate un po’, i dati della carta di credito.
Come tutelarsi
Come tutelarsi quindi da tutte queste truffe che imperversano sul Web e sfruttano il nome di un’azienda che davvero è utilizzata da centinaia di migliaia di risparmiatori? Innanzitutto bisogna controllare che il dominio sia corretto ed appartiene a quello reale; poi conoscendo che Poste non chiede mai codici e password via mail o via sms e nemmeno per telefono; infine controllare il testo: spesso l’italiano è piuttosto maccheronico, sintomo che c’è stata una traduzione da qualche link straniero.























