Bonnie & Clyde dello spaccio arrestati dalla polizia in un supermarket domestico della droga (VIDEO)

Bonnie & Clyde dello spaccio arrestati dalla polizia in un appartamento attrezzato per la produzione e la vendita al minuto di stupefacenti

Bonnie & Clyde dello spaccio arrestati dalla polizia in un supermarket domestico della droga allestito nella loro abitazione nella zona periferica sud della capitale alla Laurentina.

Bonnie & Clyde dello spaccio arrestati dalla polizia in un appartamento attrezzato per la produzione e la vendita al minuto di stupefacenti

A smascherare la centrale attrezzata per la preparazione e la vendita degli stupefacenti sono stati gli agenti del IX Distretto di polizia Esposizione.

Non era un semplice magazzino, né una base di passaggio per lo stoccaggio rapido. Quello smantellato dagli inquirenti era un vero e proprio “banchetto della droga” a domicilio. Un sistema di spaccio “all-inclusive” dove i clienti non si limitavano a ordinare e ritirare la dose sulla porta, ma venivano accolti in casa per consumare gli stupefacenti direttamente all’interno dell’abitazione.

Le indagini

L’operazione è scattata dopo giorni di appostamenti e attività di osservazione. Gli agenti avevano notato un viavai sospetto di persone a ogni ora del giorno e della notte: un flusso continuo e strutturato, incompatibile con le normali dinamiche di un condominio.

Quando i poliziotti hanno deciso di fare irruzione nell’appartamento, si sono trovati di fronte a una scena che hanno definito simile a quella di un mercato alimentare, se non fosse stato per la natura illecita della “merce”.

Al centro del salotto, trasformato in un bancone improvvisato, un cliente è stato sorpreso mentre fumava una dose di crack appena acquistata. Accanto a lui, una dei due gestori vigilava sulla somministrazione, garantendo quella stabilità che trasformava un privato appartamento in una pericolosa piazza di spaccio al chiuso.

Il laboratorio del crack

Il kit rinvenuto durante la perquisizione testimonia una gestione professionale dell’attività. Sul tavolo non c’erano solo le sostanze, ma tutto l’occorrente per la raffinazione e la contabilità delle vendite:

  • Un fornetto a gas utilizzato per la trasformazione chimica della cocaina in crack;
  • Bicarbonato (usato per il taglio), bilancini di precisione, colini e cucchiai ancora sporchi di polvere bianca;
  • Libri mastri con appunti manoscritti riportanti nomi, cifre e quantità, una vera e propria agenda della vendita al dettaglio.

Complessivamente, gli agenti hanno sequestrato circa 215 grammi di sostanza stupefacente, un “menù” variegato che spaziava dalla marijuana all’hashish, fino alla cocaina purissima.

Il quadro investigativo si è chiuso con il rientro a casa del secondo complice, compagno della donna. L’uomo è stato bloccato sull’uscio con addosso ulteriori dosi già pronte per la vendita e 380 euro in contanti, ritenuti il frutto di un’attività parallela di spaccio “a cielo aperto”. Per la coppia sono scattate immediatamente le manette e l’arresto è stato successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria.