Chi era Marco Tramontozzi, il giovane ingegnere morto nell’incidente a Roma Tuscolana

Il giovane ingegnere edile, apprezzato per la sua dedizione al lavoro, ha perso la vita in una curva pericolosa vicino la stazione di Roma Tuscolana

Marco Tramontozzi

Si chiamava Marco Tramontozzi il 33enne morto ieri all’alba in un incidente stradale a Roma, non lontano dalla stazione Tuscolana. Ingegnere edile, laureato alla Sapienza, viveva nella Capitale da anni ma era originario di San Donato Val di Comino, in provincia di Frosinone, paese al quale era rimasto profondamente legato.

Il giovane ingegnere edile, apprezzato per la sua dedizione al lavoro, ha perso la vita in una curva pericolosa vicino la stazione di Roma Tuscolana

Un giovane professionista stimato, che aveva costruito il proprio percorso con dedizione e spirito di sacrificio, affermandosi nel mondo del lavoro senza mai perdere discrezione e umanità.

Iscritto all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Frosinone, Marco rappresentava una generazione di tecnici preparati e curiosi, attenti all’innovazione e alla qualità del proprio operato.

Da tre anni lavorava in RFI, dove era apprezzato per la serietà, l’affidabilità e la capacità di collaborare con i colleghi.

Dietro il profilo professionale c’era una persona dai valori profondi, educata e riservata. La perdita prematura del padre aveva segnato un passaggio difficile della sua vita, affrontato però con coraggio e determinazione. Marco aveva scelto di andare avanti, continuando a coltivare i propri obiettivi con fiducia, costruendo giorno dopo giorno un futuro tragicamente interrotto.

Lo scontro mortale

L’incidente si è verificato all’alba, tra via Monselice e via Mestre, nei pressi della stazione Tuscolana, un tratto di strada notoriamente pericoloso.

Marco probabilmente stava rincasando e percorreva via Monselice in direzione di via Mestre col suo Suzuki Burgman quando, per cause ancora in via di accertamento, è stato coinvolto in uno scontro frontale con una Toyota Yaris guidata da un trentenne che viaggiava in senso opposto.

La curva stretta e la scarsa visibilità di quel punto critico, già segnalato da tempo come pericoloso, non hanno lasciato scampo al giovane ingegnere, sbalzato dalla sua moto e travolto dall’impatto. Le autorità locali avevano già evidenziato la necessità di interventi per migliorare la sicurezza stradale in quella zona, dove l’intenso traffico veicolare e pedonale e le condizioni della strada rendono il tratto ad alato rischio incidenti.

L’ultima tragedia

Venerdì 28 marzo, sulla Riviera Mallozzi, ad Anzio, un altro drammatico incidente è costato la vita a un 25enne del posto, Ivan Sartori.

Con lo scontro frontale di ieri mattina salgono a 24 i morti sulle strade della Capitale dall’inizio dell’anno. Un bilancio che sale a circa 40 vittime se si aggiungono i sinistri avvenuti anche nell’hinterland.