Lieto fine per l’emergenza scomparsi a Roma scattata per Daniel Ngoma, un giovane di 24 anni, che si era allontanato dalla propria abitazione situata nel quadrante est di Roma, tra le zone di Borghesiana e Grotta Celoni, nella giornata di venerdì 20 marzo 2026.
Le ricerche di Daniel si erano concentrano nelle zone ad est e sud della Capitale: a notarlo una Guardia Giurata
L’allontanamento era avvenuto nel pomeriggio e da quel momento, il ragazzo non aveva più fatto rientro a casa né dato notizie, innescando una mobilitazione che ha coinvolto le forze dell’ordine e le associazioni di ricerca scomparsi. “Daniel è una persona fragile che potrebbe trovarsi in stato di forte disorientamento e necessità” – nella nota diffusa.
Daniel è stato fortunatamente rintracciato sano e salvo nella mattinata del 27 marzo, nei pressi dell’ospedale Policlinico Umberto I. A notarlo è stata una Guardia Particolare Giurata in servizio, che ha immediatamente allertato le autorità. Il giovane è stato quindi preso in consegna dagli agenti di polizia, che lo hanno riaccompagnato personalmente presso l’abitazione materna. Dopo ore di grande apprensione, Daniel ha potuto finalmente riabbracciare sua madre, mettendo fine alla vicenda.
L’emergenza e le misure per ritrovarlo
Per facilitare l’identificazione, i familiari e il Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi ODV avevano fornito una descrizione dettagliata. Daniel è alto 1.78 metri, pesa circa 65 kg e ha una corporatura esile. I suoi tratti sono facilmente riconoscibili: ha capelli biondi e occhi marroni, porta occhiali da vista ed è albino.
Un dettaglio clinico di fondamentale importanza poi, riguardava la sua salute: Daniel è ipovedente e la sua capacità visiva si riduce drasticamente durante le ore notturne, fattore che aumenta sensibilmente il rischio di incidenti o smarrimento nei contesti urbani complessi.
L’avvistamento in zona Tiburtina e le aree di ricerca
Le ricerche avevano subito un’accelerazione nella giornata di ieri, 24 marzo, quando Daniel ha chiesto aiuto presso un centro che già conosceva nella zona di via Tiburtina. Purtroppo, nonostante il personale avesse prontamente contattato la madre, il giovane si era allontanato nuovamente prima del suo arrivo, facendo perdere le proprie tracce.
Oltre alla zona Tiburtina, l’allerta è massima era scattata in diversi quartieri romani: la Stazione Termini, Marconi, Alessandrino, Centocelle (in particolare tra piazza dei Mirti e via dei Platani), Palmiro Togliatti, Anagnina e l’asse della via Tuscolana.
Il rischio legato alle condizioni meteo e alla fragilità
La situazione era resa ancora più critica dall’allerta meteo gialla per vento e pioggia prevista e il pensiero che Daniel, non riuscisse a trovare un vero rifugio tra mense sociali, stazioni della metropolitana o centri di accoglienza per proteggersi dalle intemperie. Data la sua condizione di ipovedente e la fragilità psicologica, la paura era che non riescisse a valutare correttamente i pericoli del traffico o delle zone isolate.

















