Le frontiere aeree di Roma si confermano trincee calde nella lotta al narcotraffico internazionale. In meno di quarantotto ore, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma, in stretta sinergia con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha messo a segno due colpi durissimi contro il fenomeno dei “body packers”.
Nuovo arresto tra i “corrieri ovulatori” di cocaina: a 24 ore dal primo sequestro di ovuli ingeriti a Fiumicino, corsa in ospedale da Ciampino per l’uomo che stava trasportando 100 involucri nell’addome
Tra lo scalo di Ciampino e l’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, sono stati intercettati carichi di cocaina, eroina e marijuana destinati al mercato della Capitale, trasportati con un metodo che stava mettendo a serio rischio la vita degli stessi corrieri.
Il maxi carico intercettato a Ciampino
L’operazione più rilevante in termini quantitativi è scattata presso l’aeroporto di Ciampino. I finanzieri hanno messo nel mirino un passeggero proveniente da Charleroi, in Belgio. L’uomo, durante i controlli di routine nell’area degli arrivi internazionali, ha mostrato segni evidenti di insofferenza.
Alle domande di rito degli agenti della Compagnia di Ciampino, il viaggiatore ha fornito risposte elusive e contraddittorie, spingendo i militari a ipotizzare il trasporto interno di stupefacenti. Il sospetto che l’uomo avesse ingerito un carico illegale si è rivelato fondato non appena è stato trasferito presso l’ospedale Sant’Eugenio per accertamenti diagnostici.
Cento ovuli tra cocaina ed eroina
Le radiografie effettuate presso la struttura sanitaria hanno mostrato una situazione allarmante: il tratto gastro-intestinale del corriere era letteralmente intasato da corpi estranei. Al termine delle procedure mediche necessarie per l’espulsione in sicurezza, sono stati recuperati ben 100 ovuli. Il mix di sostanze era micidiale: cocaina, eroina e marijuana per un peso complessivo che superava il chilogrammo.
Una volta completate le dimissioni ospedaliere, il trafficante è stato condotto nel carcere di Rebibbia. Mentre proseguono le indagini sulle rotte europee della droga, apparentemente meno sospette di quelle intercontinentali, che vengano utilizzate per trasportare quantità massicce di stupefacenti attraverso il materiale ingerito.
Il caso di Fiumicino: il corriere del Gambia
Qualche ora prima, una scena simile si era consumata presso lo scalo di Fiumicino. Un uomo originario del Gambia, diretto verso il centro di Roma, è stato fermato poco dopo lo sbarco. Anche in questo caso, il nervosismo è stato la chiave: gli agenti della Guardia di Finanza hanno notato una sudorazione eccessiva e un atteggiamento tipico di chi trasporta un carico prezioso e pericoloso all’interno del proprio corpo. L’uomo è stato immediatamente scortato all’ospedale G.B. Grassi di Ostia per verificare se avesse ingerito sostanze stupefacenti, poi confermate con le analisi radiologiche.
Il metodo della “pancia carica” è estremamente rischioso: se anche uno solo degli ovuli dovesse rompersi a causa dei succhi gastrici, la dose massiccia di stupefacente verrebbe assorbita istantaneamente dall’organismo, portando a morte certa per overdose in pochi minuti. Nonostante il pericolo letale rappresentato dal carico ingerito, i trafficanti continuano a reclutare persone disperate disposte a trasformarsi in contenitori umani per pochi migliaia di euro.
Questi episodi non sono isolati, ma fanno parte di una strategia di contrabbando “vecchia scuola” che sta tornando prepotentemente alla ribalta.
















