E’ stata un’occasione di incontro molto sentita e partecipata quella che ha fatto da sfondo oggi, domenica 15 marzo, alla visita pastorale di Papa Leone a Ponte Mammolo nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in via di Casal dei Pazzi periferia est della capitale.
Papa Leone a Ponte Mammolo tra scambi di doni e incontri con una realtà parrocchiale risalente al periodo tra le due guerre mondiali
Dopo la celebrazione della santa Messa il pontefice è stato al centro di un ulteriore scambio di doni dopo quelli ricevuti al suo arrivo dai bambini nella chiesa visitata per l’ultima volta dal Carol Wojtya nel 1986, in occasione del cinquantesimo anniversario della parrocchia.

Due sorelle filippine hanno consegnato al Santo Padre un’immagine storica del Sacro Cuore risalente agli Anni Quaranta e impreziosita da una bella cornice per un gesto dal duplice significato simbolico e non a caso affidato alle due bambine straniere allo scopo di sottolineare l’importanza di proteggere e valorizzare i movimenti migratori.
Papa Leone ha quindi donato alla parrocchia un calice da cerimonia per poi tornare in Vaticano.

Durante l’incontro, in un luogo poco distante dal carcere di Rebibbia, la comunità religiosa locale ha dato risalto ad attività che spaziano dal sostegno ai senza dimora, alle iniziative culturali attraverso a scuola di italiano per stranieri, e alla fondazione di case famiglia per donne vittime di violenza.
Quella di oggi è stata l’ultima tappa delle visite quaresimali programmate dal papa nella diocesi di Roma in una periferia moderna che convive con una geografia molto più antica: il fiume Aniene, il tracciato della strada consolare che conduce verso Tivoli e i toponimi delle strade che conservano impronte della storia del luogo.
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