L’asilo della Bufalotta rinuncia al ricorso e chiude: bimbi spostati come pacchi postali

L’asilo della Bufalotta getta la spugna e rinuncia all’iter giudiziario contro il III Municipio, oltre cento bambini verso nuove scuole

Una delle aule dell'asilo convenzionato della Bufalotta chiuso dopo il ritiro ritenuto illegittimo delle autorizzazioni comunali e sanitarie

L’asilo della Bufalotta, sfrattato dal III Municipio, ha rinunciato al ricorso d’urgenza al Tar che avrebbe permesso di tenere aperta la scuola evitando la diaspora dei 115 bimbi iscritti in altre strutture e che, loro malgrado, sono diventati pacchi postali. Oppure non hanno ancora trovato una nuova collocazione e sono rimasti nelle loro abitazioni.

L’asilo della Bufalotta getta la spugna e rinuncia all’iter giudiziario contro il III Municipio, oltre cento bambini verso nuove scuole

La vicenda riguarda il Parco dei Bambini Montessori in via della Bufalotta 1017 che ospitava un asilo nido convenzionato, uno privato e una scuola dell’infanzia privata nella periferia est della capitale tra i quartieri di Casal Boccone e della Cesarina.

Il 24 febbraio era stata convocata l’udienza in cui i giudici amministrativi avrebbero dovuto decidere se sospendere in via cautelativa gli atti che avevano determinato la sospensione delle attività didattiche.

Nei giorni scorsi, invece, è arrivata la doccia fredda per tutti i genitori che auspicavano una conclusione positiva della vicenda. Alla luce del ritiro della convenzione la scuola ha infatti inviato un’email in cui annunciava la chiusura definitiva a causa dell’eccessiva esposizione finanziaria e dell’impossibilità di proseguire le lezioni.

Una vicenda ingarbugliata

Un’ulteriore doccia fredda considerato che l’istituto operava da 40 anni anche se, nel mese di giugno dello scorso anno, era stata destinatario di un esposto anonimo in cui si denunciavano problemi di igiene all’interno della struttura, oltre a irregolarità urbanistiche derivanti da difformità attinenti alla planimetria e all’adeguatezza degli spazi dedicati all’insegnamento.

I controlli e le relative abilitazioni erano state sempre rinnovate nel corso del tempo, così come previsto dalle norme vigenti in materia.

La vicenda si era ingarbugliata cammin facendo dando luogo a un fitto e, persino eccessivo secondo i genitori, susseguirsi di verifiche e sopralluoghi da parte delle amministrazioni competenti. La scuola aveva dato seguito alle richieste di adeguamento della struttura.

La Asl, alla fine, aveva deciso che tutte le abilitazioni si dovevano intendere decadute, con la conseguenza che le famiglie dei 115 bambini erano state convocate d’urgenza dall’ufficio competente del III Municipio e avvisate del fatto che i figli dovevano essere trasferiti presso altre scuole del territorio.

La diaspora dei bambini

Una diaspora che ha creato proteste, malumori e insoddisfazione da parte di molti genitori. Se cento bambini hanno iniziato o stanno iniziando ad andare in altre strutture, circa 10 sono ancora a casa alla ricerca di una soluzione che, per altri 5, ha significato doversi trasferire in altri municipi della metropoli e, addirittura, in un altro comune della Città Metropolitana di Roma Capitale.

Tra coloro che hanno trovato una sistemazione alternativa per i propri figli serpeggia l’insoddisfazione a fronte dell’approccio educativo digerito obtorto collo, come sottolinea una mamma: “Se avessi un’alternativa la prenderei in considerazione volentieri ma non riesco a trovarne sinceramente”.

Per altri il problema è l’adattamento a un differente sistema didattico: “Abbiamo trovato soluzioni assolutamente non all’altezza -lamenta un’altra signora, mia figlia nel nuovo nido usa spesso una locomotiva giocattolo ma guai a metterla fuori dai suoi binari. Secondo le nuove maestre quello è un gioco da usare sui binari e basta”.

La protesta dei genitori

Nostro figlio -incalza un papà- non ha il permesso di usare la cassa di un supermercato giocattolo come fosse un telefono, gli viene ripetuto in continuazione che quello non è un telefono”.

A fronte di questo drastico passaggio a differenti metodi di insegnamento altri due piccoli che frequentavano il Parco dei Bambini Montessori sono stati ricollocati su iniziativa del III Municipio ma, alla fine, hanno dovuto cambiare un’altra volta scuola a causa della forte delusione dei genitori.

Altri genitori si sono trovati con le spalle al muro e con i giorni contati per trovare soluzioni capaci di conciliare la vita lavorativa e logistica della famiglia con il cambio di asilo.

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