L’alba di oggi, 4 marzo, ha portato con sé il rumore delle sirene e il movimento coordinato delle forze dell’ordine nel quartiere Prenestino. Un’imponente operazione congiunta, che ha visto schierati gli uomini della Polizia di Stato e della Polizia di Roma Capitale, e scattata nei terreni privati situati tra via Teano e via di Villa Santo Stefano.
Maxi sgombero al Prenestino: tra sollievo e scetticismo, l’operazione libera i terreni occupati ma resta alta l’allerta sui rischi di nuovi accampamenti abusivi
L’obiettivo non più rimandabile, era di porre fine a un’occupazione abusiva di baracche e roulotte che deturpava il quadrante, a pochi passi dalla fermata della Metro C, restituendo finalmente l’area alla legalità e ai legittimi proprietari.
L’intervento e l’Osservatorio per la Sicurezza
L’azione odierna non è un fulmine a ciel sereno, ma il risultato di un lungo lavoro diplomatico e istituzionale. Mauro Caliste, Presidente del V Municipio, è intervenuto ufficialmente per sottolineare come questa operazione rientri nelle attività dell’Osservatorio territoriale per la sicurezza.
“In più occasioni abbiamo ribadito alla Prefettura la necessità di interventi affinché le proprietà potessero rientrare in pieno possesso delle aree”, ha dichiarato Caliste, evidenziando come la cittadinanza auspicasse da tempo un ripristino dello stato dei luoghi. Sul posto era presente anche il consigliere Daniele Rinaldi, che ha monitorato le fasi iniziali dell’intervento delle autorità.

La voce del quartiere: tra sollievo e scetticismo
La notizia dello sgombero è rimbalzata rapidamente sui social, scatenando reazioni contrastanti tra i residenti. Se da una parte molti hanno accolto l’evento con un “sospiro di sollievo”, considerandolo un passo avanti fondamentale dopo anni di denunce, dall’altra rimane forte la preoccupazione per il futuro.
Molti cittadini sostengono che questa operazione debba essere solo l’inizio: il timore è che, senza una recinzione ferrea e un controllo costante da parte dei proprietari privati, gli insediamenti possano ricostituirsi in pochi giorni, vanificando gli sforzi odierni.
Un disagio che si muove: il problema dello spaccio
Alcuni commenti evidenziano una realtà ancora più cruda legata al quadrante di via Teano e via di Villa Santo Stefano. L’area è stata descritta per anni come un teatro di spaccio e “pellegrinaggi” continui alla ricerca di stupefacenti, una situazione definita dai residenti come “sotto gli occhi di tutti”.
Per chi vive il quartiere nonostante la liberazione, questa operazione rischia di essere un “disagio che si muove ma non si risolve”, se non accompagnata da una riqualificazione profonda. La storia di questi terreni, infatti, è lunga decenni e la semplice riconsegna ai proprietari avvenuta nel 2019 non era bastata a fermare il degrado.
Il futuro delle aree liberate
Ora la palla passa ai privati. L’urgenza principale, terminata l’operazione di polizia, riguarda il ripristino ambientale e la messa in sicurezza dei terreni. La cittadinanza chiede a gran voce che i proprietari siano obbligati a vigilare sulle proprie aree per evitare nuovi accampamenti abusivi.




















