Da ieri il fragore delle esplosioni e le scie luminose nei cieli del Medio Oriente hanno trasformato in un incubo la vita dei residenti tra cui molti italiani che vivono in diverse aree del Golfo. L’offensiva congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, denominata “Ruggito del Leone”, ha scatenato una reazione immediata di Teheran, portando alla paralisi totale dei trasporti aerei e al ferimento di civili in diverse aree del Golfo. In questo scenario di guerra aperta, migliaia di cittadini italiani si trovano ora impossibilitati a lasciare la regione, testimoni oculari di un conflitto che minaccia di incendiare l’intero scacchiere internazionale. Tra loro anche il Questire di Roma Roberto Massucci.
Migliaia di italiani tra cui centinaia di studenti e sportivi sono isolati dopo la chiusura degli aeroporti per l’offensiva “Ruggito del Leone”: apprensione per una squadra di volley laziale
Tra i connazionali rimasti coinvolti nel blocco dei voli figura il Questore di Roma, Roberto Massucci. Il dirigente, che si trovava negli Emirati Arabi Uniti per motivi strettamente personali, è rimasto intrappolato nel Paese a seguito della chiusura precauzionale dello spazio aereo.
Nonostante la distanza e l’impossibilità fisica di rientrare nell’immediato, Massucci resta in costante contatto con gli uffici di via San Vitale, seguendo da remoto l’evoluzione delle dinamiche. La sua situazione riflette la precarietà vissuta in queste ore da chiunque si trovi nell’area, dove il rischio di nuove ondate di droni e missili ha spinto le autorità internazionali a sospendere ogni operazione civile.
L’allarme dell’Easa e il bollettino di guerra
L’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (Easa) ha emanato un bollettino informativo di estrema urgenza, raccomandando formalmente di non operare nello spazio aereo di nazioni chiave come Bahrain, Giordania, Israele e gli stessi Emirati Arabi Uniti.
Il documento sottolinea come la presenza di sistemi di difesa aerea avanzati e missili da crociera renda l’intera zona vulnerabile a errori di identificazione o intercettazioni fallite. Sussiste dunque un rischio elevato per l’aviazione civile, con la possibilità concreta di ricadute di detriti o attacchi diretti contro infrastrutture che ospitano risorse occidentali. La raccomandazione rimarrà valida almeno fino al 2 marzo, salvo nuove e più drammatiche revisioni dovute all’intensificarsi delle ostilità.
Studenti e atleti italiani nel pieno allarme droni
La tensione è palpabile tra le centinaia di studenti italiani impegnati nel programma “L’Ambasciatore del futuro” a Dubai. I ragazzi hanno riferito di aver visto chiaramente i segni dei combattimenti nel cielo, mentre un drone iraniano ha colpito lo scalo aeroportuale cittadino provocandone l’immediata serrata.
Oltre ai giovani, c’è forte apprensione per la delegazione della Cisterna Volley. Il direttore generale Candido Grande ha confermato che un missile ha centrato un hotel di lusso sull’iconica isola di Palm Jumeirah, causando un incendio e feriti. Anche se il gruppo di atleti si trova lontano dal luogo dell’esplosione, il rischio di trovarsi nel posto sbagliato rimane altissimo, tanto che l’organizzazione ha imposto a tutto lo staff di non allontanarsi dalle proprie strutture ricettive.
La risposta di Teheran e il dramma in Kuwait
Non solo Dubai è finita nel mirino della ritorsione iraniana. Il Ministero della Salute del Kuwait ha confermato che gli attacchi sul proprio territorio hanno provocato un morto e 32 feriti, un bilancio pesante che aggrava la posizione diplomatica della regione.
L’intelligence israeliana sostiene che l’operazione contro l’Iran durerà ancora diversi giorni e che tra gli obiettivi colpiti figurerebbero siti strategici a Teheran. Le voci sulla morte della guida suprema Ali Khamenei aggiungono incertezza a un quadro già devastato, dove ogni ora che passa aumenta il rischio di un’escalation e di una guerriglia asimmetrica estesa a tutti gli Stati vicini che ospitano basi militari statunitensi.
Task Force e soccorsi diplomatici
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la creazione della “Task Force Golfo” per potenziare il lavoro dell’Unità di Crisi. L’obiettivo è fornire assistenza immediata alle migliaia di italiani bloccati, garantendo rifugio e informazioni certe mentre gli scali rimangono deserti. Ambasciate e consolati sono sommersi di richieste, mentre il governo monitora il rientro dei propri esponenti, come il Ministro Crosetto, già in viaggio su un volo militare. Finché non ci sarà una diminuzione del rischio bellico percepito, i rientri dei civili rimarranno subordinati alle aperture a singhiozzo dei corridoi aerei, in un’attesa logorante sotto l’ombra dei droni.

















