La tragedia di Francesca Ianni, la 40enne romana madre di tre figli, uccisa il 23 dicembre 2024 da un pioppo cipressino crollato al Parco Labor di Colli Aniene, poteva essere evitata. Secondo l’inchiesta della Procura, l’albero era affetto da “carie bianca”, una patologia fungina che indebolisce la struttura legnosa e compromette la stabilità al terreno, facilmente diagnosticabile con controlli fitosanitari che però non furono effettuati.
A uccidere Francesca Ianni un pioppo malato: il ruolo del Campidoglio nella tragedia
Sotto accusa sono finiti la direttrice del verde capitolino, Marina M., e il funzionario del IV Municipio, Piermario I., entrambi indagati per omicidio colposo. Gli atti descrivono una gestione superficiale del filare di pioppi, già segnalato come problematico tra il 2022 e il 2023: due alberi erano stati abbattuti, ma nessuno aveva programmato analisi approfondite sugli altri esemplari, “gemelli” dei precedenti.
Nel settembre 2024, Imperi effettuò solo una valutazione visiva del pioppo poi crollato, senza richiedere la verifica fitostatica prevista dall’accordo quadro triennale per il verde pubblico.
I magistrati sottolineano come una semplice analisi avrebbe permesso di individuare la malattia – la carie bianca – e abbattere l’albero in sicurezza, evitando la tragedia.
Secondo l’accusa, le omissioni del funzionario violavano regolamenti e linee guida sul verde urbano, mentre la dirigente non avrebbe vigilato sul corretto rispetto delle procedure da parte del suo funzionario.
Ora gli avvocati Renato Archidiacono e Giovanni Benzi si preparano a presentare una richiesta di risarcimento civile contro Roma Capitale, puntando sulle responsabilità nella gestione della sicurezza del verde pubblico.
Le radici tagliate: l’interpretazione dell’assessora

Il giorno della tragedia, l’assessora all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, ha offerto la sua spiegazione sul crollo del pioppo cipressino, sottolineando un fattore specifico che, a suo avviso, aveva contribuito al cedimento dell’albero.
“È stato un tragico incidente. L’ispezione fisica del platano cipressino non dava preoccupazione, ma vedendolo caduto si notano le radici secche e tagliate nelle parti principali. I tagli hanno favorito l’attacco fungino che ha fatto ammalare la pianta”, aveva dichiarato l’assessora.


















