Il sito istituzionale della Sapienza di Roma è tornato online dopo il grave attacco hacker che, otto giorni fa, aveva colpito la piattaforma Uniroma1.it, causando disservizi diffusi. Il blocco aveva interessato anche Infostud, il portale fondamentale per gli studenti, utilizzato per la gestione della carriera universitaria, la prenotazione degli esami e numerose altre funzioni amministrative.
Attacco ransomware ai sistemi informatici della Sapienza: cosa è successo il 2 febbraio
Tutto ha avuto inizio il 2 febbraio, quando i sistemi informatici della Sapienza sono stati presi di mira da un ransomware chiamato BabLock. Si tratta di un attacco informatico che punta a bloccare i dati e chiedere un riscatto per il loro ripristino. La situazione ha reso necessario l’immediato intervento dei tecnici dell’Ateneo, affiancati dalla Polizia Postale e dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
Ripristino tramite backup e stop al ricatto
Per contrastare l’attacco, l’unica strada percorribile è stata il ripristino dei sistemi attraverso i backup. Questa operazione ha permesso di evitare il rischio maggiore: il ricatto economico che gli hacker avrebbero potuto mettere in atto. Un’azione rapida ed efficace che ha consentito di limitare i danni e avviare gradualmente la riattivazione dei servizi online.
Ripartenza graduale dei portali universitari
Già venerdì 6 febbraio alcune sezioni del sito erano tornate operative. Ora il lavoro di ripristino procede passo dopo passo, con l’obiettivo di riportare alla piena funzionalità tutti i portali dell’Ateneo, compreso Infostud, essenziale per migliaia di studenti.
L’avviso ufficiale della Sapienza
L’Università ha comunicato: “Il portale istituzionale www.uniroma1.it è stato ripristinato. Nel corso delle prossime ore, tutte le connessioni alle pagine eventualmente non raggiungibili verranno progressivamente ristabilite. In parallelo, si sta procedendo al completo ripristino del portale Corsi di laurea di Ateneo, nuovamente disponibile da questa sera”.
Intanto, resta ignota l’origine dell’attacco, anche se si ipotizza un collegamento con Paesi dell’area post-sovietica.
















