È stato rinviato a giudizio il poliziotto Andrea Pellegrini, accusato di tortura e falso nel procedimento legato al caso di Hasib Omerovic, il 39enne precipitato da una finestra il 25 luglio 2022 durante una perquisizione non autorizzata degli agenti del commissariato Primavalle, all’interno dell’abitazione di via Gerolamo Aleandro, a Roma.
Condanna in abbreviato per un altro poliziotto, un’assoluzione per una terza collega. Il Viminale responsabile civile. Il processo al via il 2 novembre
La decisione è stata presa questa mattina dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Roma. Nello stesso procedimento, il gup ha condannato in abbreviato a un anno e quattro mesi il poliziotto Alessandro Sicuranza, imputato per falso, mentre è stata assolta Maria Rosa Natale, anche lei accusata dello stesso reato.
Il ministero dell’Interno è stato indicato come responsabile civile per quanto riguarda la posizione di Pellegrini, all’epoca in servizio presso il distretto XIV di Primavalle. Il processo a suo carico inizierà il 2 novembre. Parti civili nel procedimento sono la famiglia di Hasib Omerovic, che in seguito ai fatti ha trascorso otto mesi di ricovero ospedaliero, e l’associazione 21 luglio.
L’inchiesta, coordinata dal pm Stefano Luciani, contesta a Pellegrini il reato di tortura.
Secondo l’accusa, durante l’attività di identificazione all’interno dell’abitazione di Omerovic, l’agente avrebbe posto in essere “plurime e gravi condotte di violenza e minaccia”, provocando alla vittima un trauma psichico verificabile. Trauma che avrebbe spinto l’uomo a scavalcare il davanzale della finestra della camera da letto, precipitando nel vuoto nel tentativo di fuggire per sottrarsi alle condotte violente.
Contestato anche il falso ideologico
A Pellegrini viene contestato anche il falso ideologico. Gli agenti avrebbero infatti attestato che l’intervento in via Gerolamo Aleandro fosse avvenuto casualmente, “a seguito di un incrocio per strada”, e non — come sostenuto dall’accusa — a seguito di contatti telefonici precedenti. Sarebbero inoltre state omesse, nei verbali, “le condotte effettivamente poste in essere da Pellegrini all’interno dell’appartamento”.
Nel procedimento è coinvolto anche un altro poliziotto, Fabrizio F., la cui posizione era stata stralciata. Dopo aver collaborato con gli inquirenti e ottenuto il riconoscimento delle attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante, ha patteggiato una pena di undici mesi e sedici giorni.

“La decisione del gup è importante perché ha verificato l’esistenza di una serie di elementi a carico di Pellegrini, confermando un’istruttoria approfondita e priva di lacune“, ha commentato all’Adnkronos l’avvocato Arturo Salerni, legale di parte civile per l’associazione 21 luglio.

















