Roma tra nuovi limiti e controlli elettronici: autovelox, tutor e Zona 30 cambiano la viabilità della Capitale

Al via la Zona 30 nel centro storico oltre a nuovi autovelox e Photored su strade urbane e tratti autostradali. Misure straordinarie anche per la sicurezza dei pedoni 

Photored - foto non collegata alla viabilità romana

Roma inizia il 2026 con importanti novità per chi guida. La Capitale, già caratterizzata da traffico intenso e arterie congestionate, si prepara a vedere definitivamente attivi i nuovi impianti di controllo elettronico della velocità.

Al via la Zona 30 nel centro storico oltre a nuovi autovelox e Photored su strade urbane e tratti autostradali. Misure straordinarie anche per la sicurezza dei pedoni

Si rafforzano i controlli della velocità sulle strade e autostrade che circondano la Capitale. Una ulteriore garanzia per la sicurezza degli automobilisti che devono fare i conti con una mappatura sempre più ampia di limiti.

Tra conferme e novità però, cosa sappiamo sulla posizione dei rilevatori elettronici della velocità, disseminati per la città e sui tratti autostradali? Quanto è certo ad oggi, è che tra le postazioni confermate, si sono quelle sulla Tangenziale Est in entrambe le direzioni e su via Isacco Newton.

Mentre sulla SS1 Aurelia altri autovelox sono presenti da tempo in diversi punti, in direzione Cerveteri e sotto i ponti tra Aranova e Fregene o tra Torreimpietra e uscita per Fregene, in direzione Roma.

Nuovi impianti in arrivo nel 2026

Il 2026 vedrà l’installazione di numerosi nuovi autovelox fissi e sistemi di controllo, tra cui dispositivi “passa col rosso”, su arterie chiave della Capitale. Tra le vie interessate figurano Corso Francia, Via Cristoforo Colombo, Via Flaminia, Via Leone XIII, con un obiettivo chiaro: le nuove installazioni serviranno ad aumentare la sicurezza stradale e ridurre il numero di incidenti, in parallelo con la trasformazione della ZTL del centro storico in Zona 30 a partire dal 15 gennaio 2026.

Secondo le previsioni, saranno circa 13 nuovi autovelox fissi, affiancati da decine di telecamere ai varchi della città, portando il totale dei dispositivi a circa 60 entro la fine dell’anno appena iniziato.

Principali zone e obiettivi

Le nuove postazioni saranno distribuite in punti strategici: su Corso Francia sono previste coppie di autovelox in entrambe le direzioni, su Via Cristoforo Colombo saranno installate postazioni per il rilevamento della velocità e del passaggio con il rosso, su Via Flaminia e Via Leone XIII verranno posizionati nuovi dispositivi per il controllo della velocità, mentre sulla Tangenziale est e Viale Isacco Newton le postazioni sono già attive.

Zona 30 nel centro storico: limite senza eccezioni

Parallelamente ai nuovi controlli elettronici, da lunedì 15 gennaio scatterà la Zona 30 nel cuore di Roma. La misura, voluta dall’amministrazione capitolina e approvata lo scorso novembre, prevede un limite massimo di 30 km/h in tutte le strade della ZTL senza alcuna deroga, anche in quelle più larghe come Corso Vittorio Emanuele, via Nazionale o il tunnel su via del Tritone.

Sono inclusi tratti storici come Portico d’Ottavia, via Arenula, via Barberini e via XX Settembre, oltre a largo Gaetano Agnesi e villa Peretti. La novità rappresenta un cambiamento significativo per gli automobilisti, destinato a far discutere come già avvenuto in altre città italiane.

Tutor e Photored: il controllo esteso della velocità

Il Comune non si limita ai limiti di velocità. La Capitale ha già quattro autovelox fissi e due tutor attivi, mentre altri impianti sono in arrivo: cinque nuovi dispositivi su via Colombo e sei tra Corso Francia e via Olimpica.

Il controllo si estenderà anche ai furbetti del semaforo rosso, grazie all’installazione di 40 Photored previsti nel corso del 2026, con particolare attenzione agli incroci più grandi e pericolosi. Grazie a queste misure, i trasgressori avranno meno margine di manovra e le autorità potranno intervenire in tempo reale per garantire maggiore sicurezza sulle strade.

Sicurezza dei pedoni: strade scolastiche e attraversamenti rialzati

Oltre al controllo della velocità, l’amministrazione ha previsto interventi specifici per proteggere i pedoni. Sono in arrivo 175 attraversamenti pedonali rialzati e 20 strade scolastiche dove il traffico sarà ulteriormente limitato negli orari di ingresso e uscita da scuola. L’obiettivo è ridurre incidenti e, soprattutto, la gravità dei traumi subiti dai pedoni: i dati confermano infatti che a 70 km/h la mortalità è altissima, mentre a 30 km/h il rischio crolla drasticamente, specialmente per gli over 60.

La bufala degli autovelox che ha fatto il giro dei social

Intanto da giorni una presunta lista di nuovi autovelox sta circolando senza sosta sui social e nelle chat, creando panico tra gli automobilisti romani e alimentando una pioggia di polemiche.

Secondo questo elenco, definito un “fake”, una serie di nuovi impianti sarebbe entrata in funzione a partire da ieri, 8 gennaio, su numerose strade della Capitale, che sarebbero sotto sorveglianza elettronica. La diffusione virale del messaggio ha generato confusione e allarme, al punto da rendere necessario un intervento ufficiale per fare chiarezza e smentire quella che si è rivelata una vera e propria bufala.

La smentita ufficiale dell’assessore Patanè

A chiarire la situazione è stato Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, che con una nota ufficiale ha smentito categoricamente la veridicità della lista in circolazione.

Patanè ha spiegato che l’unico autovelox attivo tra quelli citati nella lista fake è quello di via Isacco Newton, insieme ai dispositivi presenti sulla Tangenziale Est in entrambe le direzioni, che però non compaiono nemmeno nell’elenco circolato online e che sono operativi già dal 15 dicembre.

Il tutor sulla Via del Mare, invece, è stato installato ma non è ancora entrato in funzione, mentre risultano attivi da tempo, sotto competenza Anas, i velox sull’Aurelia in diversi tratti, effettivamente presenti nella lista ma non certo di recente attivazione.

L’assessore ha quindi ribadito che l’allarme lanciato in rete non ha fondamento e che la comunicazione sugli impianti di controllo della velocità avviene solo attraverso i canali ufficiali, invitando i cittadini a non lasciarsi ingannare da informazioni non verificate.