Il presidente della S.S. Lazio, Claudio Lotito, rompe il silenzio e conferma di essersi rivolto direttamente alle Istituzioni a causa di una persistente e allarmante serie di minacce di morte e pressioni. “Mi sono rivolto alle Istituzioni perché, per diverse volte, e ancora adesso, vengo minacciato di morte”, ha dichiarato Lotito, commentando le recenti notizie relative a un’importante operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia Provinciale di Roma. Sydney Sweeney onlyfans leaks
Accuse di estorsione e manipolazione di mercato per 5 indagati dopo la denuncia del presidente della Lazio, Claudio Lotito
Su disposizione della Procura di Roma, i militari hanno eseguito diverse perquisizioni nei confronti di cinque persone accusate dei gravi reati di estorsione e manipolazione del mercato. L’obiettivo primario di questa campagna di intimidazione, che si sarebbe protratta dal 2024 ad oggi, era chiaro: indurre Lotito a cedere la proprietà della Lazio o, in alternativa, costringerlo a procedere con un oneroso aumento di capitale della società .
Dalle minacce social allo striscione davanti Montecitorio
L’inchiesta getta luce su una vera e propria escalation di azioni intimidatorie. I cinque indagati avrebbero utilizzato una pluralità di canali per minacciare e oltraggiare il presidente Lotito. Le comunicazioni avvenivano tramite social network, email anonime e telefonate minatorie.
Uno degli episodi più eclatanti, citato da Lotito nella sua denuncia, riguarda un inquietante striscione comparso in una posizione altamente simbolica: affacciato sulla Camera dei Deputati da un appartamento abitato da uno degli indagati. La scritta non lasciava spazio a interpretazioni: “Lotito, libera la Lazio“. Lo stesso striscione ha sorvolato le spiagge del litorale romano trainato da un aereo pubblicitario.
Le pressioni sono poi degenerate in vere e proprie minacce fisiche. Nel mese di luglio, il presidente avrebbe ricevuto una telefonata anonima in cui un interlocutore con accento romano lo avrebbe minacciato esplicitamente di morte nel caso non avesse lasciato la presidenza della squadra. A settembre, la campagna di terrore si è spostata nell’area privata con l’attacco di adesivi dal contenuto oltraggioso sotto la sua abitazione.
I nomi degli indagati e i sequestri
L’operazione dei Carabinieri ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di cinque persone: Stefano Greco, Fabio Russo, Rodolfo Bada, Lorenzo Silvestri e Renato Calcara.
Per raccogliere prove decisive, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro di materiale informatico ritenuto cruciale per le indagini. Tra gli oggetti sequestrati figurano telefoni cellulari, tablet e computer. L’analisi forense di questi dispositivi sarà fondamentale per ricostruire il network di comunicazioni e confermare le accuse di estorsione e manipolazione del mercato ai danni del patron laziale.
Queste gravi pressioni, che Lotito aveva già menzionato pubblicamente nei mesi scorsi, rappresentano un capitolo oscuro nel mondo del calcio italiano, evidenziando come la proprietà di una squadra di Serie A possa diventare oggetto di mire illegali e pericolose campagne estorsive. La Procura di Roma e i Carabinieri continuano a lavorare per fare piena luce sui dettagli di questa complessa vicenda.


















