L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha acceso un faro sulle principali società che gestiscono monopattini ed e-bike in sharing a Roma. Bird Rides Italy, EmTransit e Lime Technology — gli unici operatori autorizzati nel triennio 2023-2026 — sono finite al centro di un’istruttoria per una presunta pratica commerciale scorretta legata all’attivazione dei pacchetti di corse gratuite destinati agli abbonati annuali Metrebus.
Sotto accusa gli operatori dei monopattini in sharing: l’Agcm verifica ritardi, disattivazioni e ostacoli ai voucher dedicati agli abbonati Metrebus
Martedì 25 novembre i funzionari dell’Agcm, affiancati dal Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno effettuato ispezioni nelle sedi delle tre società, dando ufficialmente il via agli accertamenti.
Al centro del caso ci sono i ritardi considerati anomali nell’erogazione dei voucher. Secondo le segnalazioni giunte all’Autorità, gli utenti che avevano richiesto l’attivazione del proprio pacchetto gratuito — registrandosi sull’app dell’operatore o creando un account dedicato — si sarebbero trovati a dover attendere giorni, talvolta settimane, prima di poter utilizzare il bonus.
Un problema che gli abbonati Metrebus denunciano da tempo: alle richieste di chiarimento, riferiscono, i servizi clienti avrebbero risposto con comunicazioni interlocutorie, invitando semplicemente ad attendere.
Il bonus sharing
Il Comune di Roma aveva introdotto il bonus sharing lo scorso luglio, con validità fino al 31 dicembre, grazie ai fondi del ministero dei Trasporti e della Regione Lazio. Il sistema prevede un credito da 35 euro per gli abbonamenti mensili e da 100 euro per quelli annuali, destinato a favorire l’uso di mezzi sostenibili sul territorio capitolino.
Non sono mancati, inoltre, casi di disattivazioni improvvise dei profili da parte degli operatori, spesso motivate da presunti parcheggi irregolari. A complicare il quadro aveva contribuito anche il limite introdotto lo scorso anno — massimo tre corse giornaliere da 30 minuti — per frenare gli abusi e proteggere la sostenibilità economica del servizio.
Oggi, però, resta un dato: molti pendolari continuano a non riuscire ad accedere a un beneficio riconosciuto loro dal bando pubblico. L’istruttoria dell’Agcm dovrà ora chiarire se i ritardi siano semplice inefficienza o una condotta lesiva dei diritti dei consumatori.


















