Un gruppo di otto attivisti riconducibili al movimento ambientalista Extinction Rebellion è stato bloccato oggi, sabato 22 novembre, nei pressi del laghetto dell’Eur di Roma. L’area verde, spesso teatro di iniziative dimostrative, era stata scelta anche questa volta dagli attivisti per un’azione, che si ipotizza fosse destinata al colosso energetico Eni.
L’operazione delle Forze dell’ordine nell’aria del laghetto, dove gli attivisti sono stati intercettati con il materiale pronto all’azione
Secondo le prime ricostruzioni dei fatti accaduto poco fa, l’arrivo cadenzato di vari componenti del gruppo, che hanno fatto ipotizzare la preparazione di un’azione organizzata, ha immediatamente attirato l’attenzione delle forze dell’ordine, che stavano presidiando la zona con specifici controlli, forse pre allarmati circa le possibili intenzioni degli attivisti.
Il materiale rinvenuto e l’ipotesi di un’azione dimostrativa
Sono otto le persona intercettato e bloccata dagli agenti, che a seguito di una perquisizione personale dei soggetti, hanno trovato conferma circa il sospetto di un blitz pronto a esplodere nel grande parco nei presso della storica sede dell’Eni, conosciuta come Palazzo di vetro, che si trova proprio nel quartiere nella parte est del laghetto.
Qui gli agenti hanno verificato il contenuto degli zaini trasportati dagli attivisti, rinvenendo diversi oggetti considerati compatibili con la programmazione di un blitz. Tra il materiale sequestrato figurano uno striscione riportante la scritta “fermiamo l’ecocidio”, alcuni volantini di carattere politico e ambientalista e, soprattutto, contenitori di tracciante idrico colorato.
Quest’ultimo elemento lascia supporre che il gruppo avesse intenzione di sversare il liquido nel laghetto per colorarne l’acqua, una modalità già adottata in varie città europee da movimenti ambientalisti con l’obiettivo di attirare l’attenzione mediatica. sky bri nude
Gli inquirenti ritengono anche che l’azione fosse destinata a un duplice messaggio: accanto alla contestazione del colosso energetico Eni, frequentemente criticato da Extinction Rebellion per il suo ruolo nel settore dei combustibili fossili, la denuncia del presunto “ecocidio” globale, ma anche la presenza di volantini pro-Palestina, che hanno suggerito nella manifestazione odierna un collegamento tra ambiente e geopolitica.
Identificazione degli attivisti e ulteriori approfondimenti
Una volta accertata l’identità dei presenti, i poliziotti hanno accompagnato i membri del gruppo presso gli uffici del Commissariato territorialmente competente, così da procedere con i necessari approfondimenti investigativi.
Gli attivisti sono stati identificati in modo completo e, nel corso delle verifiche, è emerso che uno di loro risultava destinatario di un provvedimento di rintraccio per la notifica di un atto di polizia. Tale circostanza ha reso necessario un ulteriore intervento amministrativo nei suoi confronti.
Un episodio nel solco delle recenti mobilitazioni ambientaliste
L’intervento avvenuto all’Eur si inserisce in un contesto più ampio di iniziative dimostrative portate avanti da movimenti ambientalisti e caratterizzate da azioni simboliche e scenografiche volte a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui temi della crisi climatica. Questa volta, la rapidità dei controlli ha impedito che l’azione fosse portata a termine, evitando conseguenze sulla fruibilità del lago e dell’area circostante.


















