Raro Ibis eremita fa tappa a Torvaianica dopo quasi 600 chilometri in volo verso la sua destinazione (VIDEO)

Un giovane esemplare di Ibis eremita in via di estinzione si posa nella località balneare per riposarsi del lungo viaggio che lo porterà verso climi più miti

Si è appollaiato in cima a un lampione stradale per riposarsi e ripulire le piume dai corpi estranei accumulati dopo un volo di quasi 600 chilometri in linea d’aria. Tanta è, infatti, la distanza che un giovane esemplare di Ibis eremita, specie di volatile a rischio di estinzione, ha percorso a tappe dall’Oasi dei Quadris Fagagnana in Friuli Venezia Giulia sino alle coste del litorale romano.

Un giovane esemplare di Ibis eremita in via di estinzione si posa nella località balneare per riposarsi del lungo viaggio che lo porterà verso climi più miti

Non si tratta di un caso isolato ma le costanti segnalazioni di chi ha la fortuna di poterlo avvistare sono molto importanti e preziose per gli ornitologi e i volontari che si prendono cura di questi uccelli al centro di programmi di ripopolamento.

Gli Ibis eremiti infatti non sempre sono dotati di localizzatore Gps e, proprio grazie alle informazioni ricevute occasionalmente, gli esperti sono anche in grado di proteggerli dagli imprevisti delle loro lunghe peregrinazioni verso il nord Africa grazie a progetti di reintroduzione tra i Paesi delle aree interessate dal loro passaggio.

La laguna di Orbetello e la Toscana svolgono la funzione di zona di svernamento principale anche per questi migratori che ripartendo verso sud hanno, per esempio, sostato in passato anche presso il Centro di educazione ambientale di Castel Fusano gestito dai carabinieri forestali in via del Canale della Lingua a Casalpalocco.

Ognuno degli esemplari che si riproducono sotto l’ombrello protettivo delle oasi naturalistiche riceve un nome e una targhetta che ne consente l’identificazione.

La brutta avventura di Obelix, l’Iris eremita a capo di uno stormo in volo verso sud

Proprio un mese fa una famiglia di Ibis eremita che aveva preso il volo dal centro naturalistico del Friuli è stata protagonista di una vicenda emblematica che attesta l’importanza degli avvistamenti che avvengono durante tutte le fasi della migrazione.

Si è infatti conclusa con un lieto fine, ma non senza drammi, il viaggio di trasferimento autunnale dello stormo guidato da Obelix, un esemplare che, nonostante un grave infortunio è riuscito a condurre i suoi compagni di viaggio fino all’area di svernamento nella laguna di Orbetello in Toscana.

Una storia di resilienza e coraggio che ha tenuto con il fiato sospeso gli esperti che ne monitoravano il volo.

Partito un mese fa Oasi dei Quadris Fagagnana con Urmel, Ciop, Vincino, Calcino, Paride e la giovane Ibis Corcega, lo stormo guidato da Obelix, proprio quando il gruppo era in vista della tappa più importante è stato protagonista di un brutto contrattempo nei pressi della cittadina di Siena dove il capo equipaggio, a causa di una profonda ferita al becco è stato costretto a separarsi ai compagni.

Da quel momento, il volatile ha continuato il viaggio in una condizione di costante e intenso dolore, ed è stato spesso costretto a riposarsi mentre Corcega lo assisteva, cercando cibo nei dintorni.

Nonostante il calvario, l’istinto ha prevalso e, alla fine, Obelix ha guidato la compagna fino alla loro destinazione.

Appena l’Ibis è giunto a Orbetello l’intervento di una task force di esperti è stato immediato e ha diagnosticato rapidamente la causa della sofferenza: una doppia rottura, superiore e inferiore, del lungo becco.

Il giorno seguente Obelix è stato portato a Roma, dove il dottor Alessandro Mellilo ha eseguito con successo un intervento di accorciamento del becco. Dopo settimane di cure e riabilitazione presso il CRAS della Riserva Lago di Vico, sotto la supervisione del team di Giampiero Tirone, Obelix è stato infine liberato e ha potuto tornare al luogo in cui trascorrerà insieme agli altri il periodo invernale.

Venerato nell’Antico Egitto come un dio

L’ibis eremita (Geronticus eremita Linnaeus, classificato nel 1758) è un uccello pelecaniforme della famiglia dei Treschiornitidi ed è un parente stretto dell’Ibis Sacro che, nell’antico Egitto, era stato venerato come simbolo e incarnazione terrena del dio della sapienza, della scrittura e della luna chiamato Thot.

Era considerato un uccello sacro per il suo ruolo di mangiatore di serpenti, la sua predilezione per l’acqua pura e il suo legame con le scienze. L’ibis veniva allevato, sacrificato e poi mummificato per essere posto nelle tombe o utilizzato come amuleto.