
Colpi di carabina su un’auto della polizia locale in perlustrazione in un campo nomadi nella periferia est della capitale.
Colpi di carabina su un’auto della polizia locale sono stati sparati all’interno di un accampamento di fortuna nel quadrante Est della metropoli
I fatti sono avvenuti la notte di mercoledì scorso 5 novembre scorso nell’accampamento di via di Salone quando, una pattuglia dei vigili in servizio di pattugliamento tra le baracche dell’area di sosta, è stata bersagliata da alcuni proiettili sparati da un cecchino nascosto in mezzo agli alloggi di fortuna che hanno mandato in frantumi il lunotto posteriore dell’auto di servizio senza ferire, per fortuna, nessuno degli agenti che si trovavano a bordo.

Il tiratore ha preso di mira il bersaglio con la ferma intenzione di centrarlo per intimidire gli uomini in servizio in quel momento e non si tratta l’unico episodio frutto della deliberata volontà di aggredire i rappresentanti delle forze dell’ordine che entrano all’interno per controllare i campi Rom anche in funzione di contrasto alla criminalità organizzata.
Nei giorni scorsi nel campo nomadi di via dei Gordiani i vetri di un’altra vettura della polizia di Roma Capitale erano andati in frantumi a causa del lancio di alcune pietre.
Il 4 settembre scorso i vigili del V Gruppo Prenestino erano intervenuti nella stessa area dove una lite domestica era degenerata in una violenta aggressione oggetto di una denuncia per maltrattamenti e lesioni personali ai danni di una donna di 50 anni e che aveva portato all’arresto di un 35enne accusato di comportamenti aggressivi che si reiteravano da tempo.
Un ventaglio di situazioni che ha progressivamente ampliato le funzioni tradizionali del corpo.
“E’ evidente che il ruolo delle polizie locali sia ormai completamente mutato essendosi esteso a operaziomni antidroga, sgombero di immobili occupati e piantonamenti di zone ad alto tasso di pericolosità ” afferma Marco Milani, segretario romano del Sindacato Unitario lavoratori di polizia locale, Sulp.
“I nostri lavoratori -incalza Milani- meritano gli stessi strumenti, riconoscimenti, garanzie e tutele di cui godono i colleghi delle altre forze dell’ordine“.
“Chiediamo al governo -conclude il rappresentante sindacale- di non più attardarsi nel varo di una legge di riforma che attribuisca alla categoria il riconoscimento di forza di polizia, sebbene a ordinamenti locale“.
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