“In nome di Bibbi chiedo pene esemplari, mia figlia non c’è più. Se si corre a 150-170 sulla Colombo ecco cosa succede. Vite, famiglie distrutte. Ora pene esemplari”. A parlare è Andrea Bellucci, il papà di Beatrice, la ventenne dell’Infernetto morta nell’incidente di venerdì scorso sulla via Cristoforo Colombo. Il dolore è immenso, ma Andrea non vuole tacere: la tragedia che ha strappato la vita alla figlia deve servire da monito.
Dopo il drammatico incidente sulla via Cristoforo Colombo, Andrea Bellucci racconta Beatrice e chiede giustizia
Beatrice, studentessa di Giurisprudenza a Roma Tre, era solare, piena di progetti e ambizioni. “Era un vulcano, il sole della nostra famiglia. Pulita, senza vizi, mai avrebbe partecipato a gare pericolose. Tutto quello che stava costruendo è stato spezzato in un attimo”, racconta il papà. La sera dell’incidente, Beatrice era con un’amica (ora in prognosi riservata), semplicemente rientrando da cena: nulla lasciava presagire il dramma imminente.
Andrea ricorda con dolore il momento in cui hanno compreso la gravità della situazione: il telefono di Beatrice fermo, nessuna comunicazione dall’ospedale, ore di telefonate e ricerche fino a scoprire la posizione del dispositivo sulla laterale della Colombo. Solo allora la famiglia ha avuto conferma della tragedia.
Il papà insiste sull’urgenza di giustizia e sicurezza sulle strade. La sua voce si incrina quando ricorda la figlia e il desiderio che chi ha provocato la morte di Beatrice risponda delle proprie azioni: “Chi corre a quelle velocità deve capire le conseguenze. Bea non aveva scampo”.
I contatti con Salvini e Gualtieri
Il ministro Matteo Salvini e il sindaco Roberto Gualtieri lo hanno contattato personalmente, ricevendo l’appello a pene severe per i responsabili.

Beatrice era amata da tutti, dai compagni di università, dalle società sportive e dagli amici. La famiglia sta valutando di istituire una fondazione in suo nome, per continuare a tenerla vicina e celebrare la sua vita, spezzata troppo presto.
Le indagini e la dinamica dell’incidente
Il conducente della Bmw, un 22enne di Anzio, è indagato per omicidio stradale. La vettura è stata sequestrata, e gli investigatori stanno ricostruendo lo storico dell’auto e della patente, per capire eventuali precedenti comportamenti rischiosi. Entrambi i ragazzi nella Bmw sono risultati negativi ai test su alcol e droga, ma la velocità stimata – tra 150 e 170 km/h – rende evidente la gravità dell’atto.
Lo chef testimone
Roberto Del Buono, chef romano, era presente pochi istanti prima dello schianto. Pur non essendo testimone diretto del tamponamento, ricorda il rumore assordante delle auto che sfrecciavano e l’impatto terribile della Mini Cooper: “Appena possibile ho fatto inversione e ho raggiunto il luogo dell’incidente. La Mini era accartocciata, intrappolata c’era una ragazza,” racconta, descrivendo la scena drammatica che lo ha segnato profondamente.
Gli agenti della Polizia del X Gruppo Mare proseguono gli accertamenti per accertare velocità e la dinamica dell’incidente. Si procede per omicidio stradale.


















