Restano gravi ma stabili le condizioni di Silvia Piancazzo, la giovane che era alla guida della Mini Cooper insieme a Beatrice Bellucci, detta Bibbi, la ventenne dell’Infernetto morta nel terribile incidente di sabato sera su via Cristoforo Colombo, a Roma.
Gravi ma stabili le condizioni di Silvia Piancazzo, l’amica di Bibbi. Roma si stringe nel dolore mentre la Procura indaga sulle cause della tragedia
Silvia è ricoverata nel reparto di terapia intensiva della Uoc Shock e Trauma dell’ospedale San Camillo, dove è stata portata nella notte del 25 ottobre subito dopo l’impatto.
“Le condizioni della ragazza sono ancora gravi — spiega il dottor Emiliano Cingolani, direttore F.F. della Uoc Shock e Trauma — siamo alla terza giornata post operatoria. È stata sottoposta a un intervento multidisciplinare ortopedico e chirurgico per la riduzione di numerose fratture e l’asportazione della milza. Nella gravità, le condizioni sono stabili e il decorso è il migliore possibile. La prognosi resta riservata“.
Mentre i medici lottano accanto a lei, Roma intera si stringe nel dolore per Bibbi, la sua amica che non ce l’ha fatta.
L’autopsia e i test: nessuna traccia di alcol o droga
Nelle prossime ore la Procura di Roma conferirà l’incarico per l’autopsia sul corpo di Beatrice Bellucci. I test di alcol e droga, eseguiti sul conducente della Bmw Serie 1 bianca coinvolta nello schianto, sono risultati negativi — così come quelli effettuati su Silvia, la giovane alla guida della Mini.
Nel frattempo, le indagini della Polizia Locale di Roma Capitale, coordinate dai magistrati Andrea D’Angeli e Giuseppe Cascini, proseguono per ricostruire nei dettagli la dinamica dell’incidente.
Le indagini: decine di telecamere per ricostruire la notte della Colombo
Gli inquirenti stanno analizzando le immagini di oltre venti telecamere lungo un tratto di dieci chilometri della Colombo. L’obiettivo è capire se la Bmw che ha travolto la Mini stesse partecipando a una gara di velocità con un’altra auto.
Se questa ipotesi venisse confermata, oltre all’omicidio stradale, il conducente rischierebbe anche la violazione dell’articolo 9 ter del Codice della Strada, che prevede pene fino a dieci anni di carcere.
Intanto, sono stati sequestrati e analizzati i due cellulari trovati nella Bmw. Uno, secondo quanto riferito dal passeggero, era collegato al sistema dell’auto e impostato su YouTube per ascoltare musica. Le verifiche digitali serviranno a stabilire se chi era al volante si sia distratto con il telefono pochi istanti prima dell’impatto.
Le testimonianze: “La Bmw correva a 150 all’ora”
Le voci dei testimoni raccolte in piazza dei Navigatori raccontano una scena da incubo. “La Mini viaggiava tranquilla – ha riferito un testimone agli investigatori – A sfrecciare erano la Bmw e un’altra macchina di color grigio che poi si è dileguata. Credo andassero oltre i 150 chilometri orari. E’ stata la Bmw poi a tamponare la Mini facendola schiantare contro un albero“.
Sono decine le testimonianze raccolte dagli agenti della Polizia Locale. Molti hanno parlato di due auto che sfrecciavano affiancate a velocità altissima pochi istanti prima dell’impatto. Alcune telecamere avrebbero ripreso proprio quei momenti.
La difesa del conducente: “Non stavamo correndo”

L’unico indagato al momento è Luca Girimonte, 22 anni, alla guida della Bmw. Il giovane, insieme al passeggero, ha negato di aver partecipato a una corsa, sostenendo che l’auto sia stata travolta da un altro veicolo.
Gli inquirenti non escludono del tutto questa possibilità, ma finora non sono stati trovati resti o detriti che possano confermare la presenza di un terzo mezzo coinvolto. Entrambi i ragazzi erano partiti da Anzio per raggiungere alcuni amici in un locale del centro, la stessa direzione in cui si muovevano Bibbi e Silvia.
L’appello della Polizia Locale: “Chi ha visto, parli”
La Polizia Locale di Roma Capitale invita chiunque abbia assistito all’incidente o ai momenti precedenti a farsi avanti.
Non si tratta di un appello disperato, ma di un invito a collaborare per chiarire dove e come sia iniziata la corsa che ha distrutto due vite e sconvolto un’intera città.
Molti cittadini, colpiti dalla storia di Beatrice e Silvia, hanno già contattato gli investigatori per offrire la loro testimonianza. Ogni dettaglio può essere decisivo per stabilire la verità su quella notte di paura sulla Colombo.
Una città sospesa tra dolore e speranza
Mentre le indagini proseguono, resta il dolore per Bibbi la ragazza solare e amata da tutti che non tornerà più, e la speranza per Silvia, che continua a lottare in un letto d’ospedale, tenuta in vita dall’affetto dei suoi cari e dalla solidarietà di chi, anche senza conoscerla, fa il tifo per lei.

















