Ordigni contro il ristorante La Nonna: chi è Alessio Patacchiola, l’attentatore arrestato

Bombe al ristorante La Nonna: più di una contestazione contro Alessio Patacchiola. Le indagini della Dda non sono chiuse

L'arresto del presunto attentatore

E’ Alessio Patacchiola, 37 anni, l’uomo arrestato con l’accusa di aver lanciato due ordigni esplosivi contro il ristorante La Nonna, a Ostia. Volto noto alle forze dell’ordine è stato fermato nel quartiere Stagni al termine di una complessa indagine condotta dagli agenti della Polizia di Stato e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Bombe al ristorante La Nonna: più di una contestazione contro Alessio Patacchiola. Le indagini della Dda non sono chiuse

Patacchiola non è un nome nuovo negli ambienti malavitosi del litorale. Figlio di Augusto Patacchiola, già coinvolto nel 2017 nell’operazione di polizia Alta Marea contro lo spaccio di droga, Alessio è considerato un elemento di spicco. Nel marzo del 2009 era rimasto coinvolto nell’omicidio di Gianfranco Bonavita accoltellato durante una rissa al Gazometro.

L’arresto di Alessio Patacchiola si inserirebbe nel fragile equilibrio tra le diverse batterie che si contendono il controllo del territorio, un equilibrio messo a dura prova negli ultimi anni da una serie di attentati ed episodi intimidatori.

L’attentato che ha portato all’arresto risale allo scorso 8 luglio. Quella sera, una molotov lanciata da un’auto in corsa ha colpito il muro di cinta del ristorante La Nonna, all’incrocio tra via dei Pescatori e via di Castel Fusano.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del X Distretto Lido e della Squadra Mobile, che hanno trovato uno stoppino ancora in fiamme e i resti di una bottiglia di plastica intrisa di benzina. Solo pochi giorni prima, un’altra esplosione aveva scosso il locale: un’auto parcheggiata all’interno era stata data alle fiamme mentre centinaia di clienti cenavano al suo interno.

L’auto sospetta era la sua

Le indagini hanno permesso di risalire a un’auto sospetta vista nei pressi del ristorante poco prima dell’esplosione. Il veicolo è poi risultato di proprietà proprio di Patacchiola. Da quel momento, gli investigatori hanno ricostruito un quadro preciso: dietro all’attentato non ci sarebbe un atto isolato, ma la conseguenza di un acceso contrasto personale con i gestori del locale.

Tutto avrebbe avuto origine a maggio, durante una cena al ristorante, quando Patacchiola avrebbe preteso di andarsene senza pagare il conto. Ne sarebbe nata un’accesa discussione, conclusasi col saldo da parte del padre. Un gesto che avrebbe alimentato la rabbia del 37enne.

L’ipotesi dietro agli attentati

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La Squadra Mobile

Secondo gli investigatori, da quel litigio sarebbe scaturita la decisione di colpire il locale con due ordigni incendiari, nel tentativo di lanciare un messaggio intimidatorio.

Le indagini, durate diversi mesi, hanno inoltre collegato Patacchiola a un ulteriore episodio: un incendio doloso avvenuto lo scorso 17 settembre, sempre a Ostia, ai danni di un’autovettura. Il modus operandi e le coincidenze temporali e geografiche hanno rafforzato i sospetti degli investigatori, che hanno raccolto elementi ritenuti sufficienti per richiedere e ottenere dal giudice per le indagini preliminari un’ordinanza di custodia cautelare.

L’operazione di arresto è scattata questa mattina all’alba, con un imponente dispiegamento di forze: oltre cento agenti della Squadra Mobile, del X Distretto Lido e del Reparto Prevenzione Crimine, supportati da unità cinofile antidroga, droni e dal Reparto Volo della Polizia di Stato. Le indagini, però, non sono chiuse.