Confessa l’assassino di Simone Schiavello. Il perché dell’omicidio? Ha perso le staffe infastidito da una lite in strada. È uscito da casa in accappatoio, ciabatte e coltello in mano, ha sferrato tre fendenti ed è rientrato. Quando ha richiuso la porta non sapeva ancora che la sua brutale, quanto insensata aggressione, si trasformerà nel giro di poche ore in omicidio.
Omicidio Schiavello, il 34enne ‘cileno’ confessa: “Ho agito d’istinto, litigavano e pensavo ci fosse mio cugino”. Le immagini mostrano l’aggressione in via Forni
Succede tutto in via Forni, come ormai noto, la sera del 15 ottobre. Simone Schiavello, 19 anni, cade a terra, colpito più volte all’altezza di una coscia. Viene soccorso, ma le sue condizioni appaiono subito disperate.
Morirà il giorno dopo, a meno di 24 ore, nel reparto di terapia intensiva del San Camillo. Staserà sarà ricordato da una fiaccolata.
Il video dell’aggressione
L’omicida è Simone Jerez, ha 34 anni, romano di origine cilena, precedenti per reati legati agli stupefacenti. Vive in via Forni. Incastrato da un video, davanti ai carabinieri, cede e confessa. “Non volevo uccidere. Ho agito d’istinto“.
Simone Schiavello è di spalle, passa dalla vita alla morte senza sapere nemmeno perché. Viene colpito mentre è di spalle, una coltellata lacera l’arteria femorale. L’ambulanza arrivata da Acilia lo trova agonizzante.
Il fermo e la confessione
“Sono intervenuto per difendere il gruppo più debole, pensavo ci fosse mio cugino che era già stato malmenato giorni prima”, preciserà ‘il cileno’.
Per l’accusa è omicidio volontario

Durante la perquisizione in casa, i carabinieri trovano gli abiti del video. Ora è in carcere con l’accusa di omicidio volontario come richiesto dal pm Carlo Villani.
Si sarebbe rivelato una persona di elevata pericolosità, capace di gesti di inopinata violenza e incapace di controllare impulsi istintivi. Per ora resta in isolamento in un carcere romano. A breve sarà interrogato.


















