Fuochi d’artificio dopo la morte di Simone Schiavello: esplode la rabbia a Ostia (VIDEO)

Omicidio Simone Schiavello. A Ostia Nuova cresce la tensione a poche ore dalla fiaccolata contro droga e violenza

A Ostia Nuova, a meno di 48 ore ore dalla fiaccolata organizzata per ricordare Simone Schiavello, 19 anni, ucciso da una coltellata in via Forni, la tensione è esplosa di nuovo. Nella tarda serata di ieri, sabato 18 ottobre, sono stati esplosi dei fuochi di artificio da un palazzo adiacente a piazza Gasparri, nel cuore del quadrilatero dello spaccio. Sarebbero partiti da un’area dove vivono diverse famiglie sudamericane. Per i residenti si tratta di un segnale, di festa o di arrivo di droga.

Omicidio Simone Schiavello. A Ostia Nuova cresce la tensione a poche ore dalla fiaccolata contro droga e violenza

Un gesto che ha scatenato la rabbia e la disperazione della fidanzata di Simone Javer, il trentenne cileno arrestato per l’omicidio del 19enne: “Non c’è niente da festeggiare…Siete degli ignobili…Ma che fate i fuochi di artificio”, ha urlato davanti a decine di residenti.

Un’esplosione di dolore che risuona in un quartiere segnato dalla criminalità e dallo spaccio, dove la morte di Simone Schiavello e l’arresto per omicidio di Simone Jerez ha riacceso contrasti e i riflettori su un’emergenza troppo a lungo ignorata.

Un ragazzo perbene nel posto sbagliato

Simone era un bravissimo ragazzo, non si può morire così a 19 anni”, raccontano gli amici d’infanzia, la voce spezzata dalla rabbia. “Si è trovato nel posto sbagliato, con le persone sbagliate. Ma tutti sanno che in via Forni girano droga e criminalità”.

Figlio di genitori separati, Simone aveva un forte legame con la madre e la sorella. Dopo il diploma alla scuola alberghiera e qualche lavoretto, aveva cominciato ad allontanarsi dalla famiglia e dagli amici storici. Di recente, viveva con un ragazzo nei pressi di via Forni, ed era stato fermato in compagnia di persone legate allo spaccio dell’Idroscalo.

Una fiaccolata che tocca le piazze di spaccio: l’itinerario

Fuochi d’artificio dopo la morte di Simone Schiavello: esplode la rabbia a Ostia (VIDEO) 1
Simone Schiavello

Lunedì sera, alle ore 21, partirà una fiaccolata da via Forni 22, proprio il luogo dove Simone è stato colpito da tre coltellate, una delle quali gli ha reciso l’arteria femorale. Il corteo attraverserà le strade simbolo del degrado: via Storelli, piazza Gasparri, via Fasan, via delle Ancore, il lungomare, per poi tornare al punto di partenza.

Nessuna bandiera, solo candele e dolore. Una marcia civile voluta dai residenti e promossa via social, tra cui l’avvocato Guido Pascucci: “Vogliamo dire basta. Siamo preoccupati per i nostri figli. Il percorso toccherà l’intero quadrilatero dello spaccio”, ha dichiarato.

Alla fiaccolata hanno già aderito centinaia di cittadini, giovani e famiglie. “Simone era uno di noi”, ripetono in molti.

Dietro la morte, un sistema da smantellare

La zona del delitto è al centro di un’attività criminale consolidata. Solo poche ore prima dell’omicidio, nello stesso stabile di via Forni 22, i carabinieri in un blitz antidroga avevano arrestato una persona con 27 dosi di cocaina.

Secondo le indagini, Simone sarebbe stato accoltellato da un trentenne di origine cilena, ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Sullo sfondo, un contesto fatto di degrado, droga e violenza in un’area in cui lo spaccio produce guadagni mensili da capogiri con la vendita in particolare di crack e cocaina.

Simone era l’amico fraterno di mio figlio. Un ragazzo speciale che ci ha regalato la sua compagnia, e che non dimenticheremo mai. Ti vogliamo bene, Simone”, lo ricorda una mamma di Ostia rilanciando il video del suo diciottesimo compleanno.

 

L’Antimafia arriva a Ostia

Martedì mattina, il giorno dopo la fiaccolata, è attesa a Ostia la Commissione parlamentare Antimafia, guidata dalla presidente Chiara Colosimo. L’incontro si svolgerà nell’aula consiliare del X Municipio con la presenza del sindaco Roberto Gualtieri, del prefetto Lamberto Giannini, del questore Roberto Massucci e dei vertici delle forze dell’ordine.